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Brevetto unitario europeo, a un anno dalla sua istituzione il bilancio è positivo

Nel giugno 2023 è stato avviato il Brevetto unitario europeo: si tratta di uno sportello unico che permette alle imprese – di 17 Stati Ue che vi partecipano con cooperazione rafforzata – di proteggere le loro innovazioni nel Vecchio Continente.

Tale sistema consente in particolar modo di abbattere i costi che i brevetti nazionali richiedono di fronte alla necessità di farli convalidare negli altri paesi.

Solo nel suo primo anno di vita, l’Ufficio europeo dei brevetti (Ueb) ha già registrato, con successo, oltre 27,000 brevetti unitari: in media, un brevetto su quattro (23 %) è europeo e si applica in tutti gli Stati membri partecipanti.

Di essi, il 31 % riguarda la tecnologia medica, il 6% l’ingegneria civile ed il 5 % il settore dei trasporti. Per assicurare una garanzia giuridica armonizzata, di fronte a questo sistema comunitario è stato anche eretto il Tribunale unificato dei brevetti (Tub), che ha competenza esclusiva sui brevetti unitari e, a determinate condizioni, anche su quelli non unitari: ad oggi, 350 casi sono già stati avviati dinanzi alla Corte.

Questo sistema è ancora in fase di completamento, non solo sulla dimensione dei partecipanti, che da 17 diventeranno 18 con il prossimo ingresso della Romania, ma anche nella sua portata, visto che la Commissione sta lavorando per l’istituzione di un certificato protettivo complementare unitario (Cpc), che consentirà di prorogare i diritti brevettuali unitari per specifici prodotti farmaceutici e fitosanitari autorizzati in modo unitario. (Ice Bruxelles)

 

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