La Brianza industriale, quella dei distretti densi, delle filiere lunghe e dell’imprenditorialità, sta vivendo uno di quei passaggi storici in cui i numeri raccontano una verità doppia: l’economia rallenta, le imprese reggono; il presente è complesso, ma il futuro è ancora contendibile.
I risultati della nuova Top 1000 Monza e Brianza mostrano un territorio che risente del freno dell’economia globale ma non perde la sua ossatura produttiva. I fatturati calano – 69,8 miliardi di euro nel 2024 (-2,3%) – e il Pil 2024 praticamente ristagna (+0,2%). Ma le imprese brianzole continuano a generare valore: il 92% è in utile, la redditività resta robusta (Ebit al 5,6%) e nove aziende superano il miliardo di ricavi.
Rallentamento ciclico o un cambio di fase più profondo? La risposta emerge con chiarezza proprio dai segnali più fragili del sistema: domanda debole, produzione industriale ferma, servizi in decelerazione, export sotto pressione. E, soprattutto, talenti che mancano.
Da anni si parla di transizione digitale, di nuovi mercati, di innovazione diffusa. Ma raramente si guarda al tema più urgente e meno negoziabile: la struttura demografica del territorio.
La popolazione in età lavorativa calerà dell’11,3% al 2050; gli over 65 aumenteranno del 43%; già oggi il 53% delle figure professionali ricercate è difficile da trovare; il tasso di disoccupazione è basso (3,3%), ma la competizione tra imprese per gli stessi profili è altissima.
Non è l’occupazione che manca, sono le persone. È questo il vero freno alla crescita, più del costo dell’energia o dei dazi americani.
Lo ha detto con chiarezza il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi: “senza talenti non si innova, e senza innovazione non si aumenta la produttività. Tutto il resto viene dopo”.
Il sentiment delle imprese ci dice che per il 2025, aspettative moderate e polarizzate: 46% vede crescita, 34% teme un calo;per il 2026, il clima cambia: 58% prevede aumento di fatturato, solo 9% una riduzione.
Le 136 startup innovative della provincia indicano un ecosistema che sa ancora generare idee, tecnologie e valore. La presenza di realtà come Oversonic Robotics o Epsilen Bio mostra la direzione giusta: automazione, biotech, Ict.
Il territorio registra un saldo migratorio positivo, ma cresce il numero di giovani che se ne vanno: +43% di trasferimenti all’estero dal 2019.
Se non si agisce, la Brianza rischia una spirale silenziosa: meno giovani → minore capacità produttiva → minore attrattività → ancora meno giovani.
Le imprese lo sanno: la difficoltà di reperimento del personale è il primo rischio percepito (43% nel 2025, 48% nel 2026).
