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Imprese italo-tedesche solide ma è cresciuta la paura delle supply chain

È quanto emerge dal Business Outlook Primavera 2026 della Camera di Commercio Italo-Germanica, Ahk, che fotografa un clima di fiducia attuale ancora positivo ma accompagnato da un peggioramento delle aspettative.

Il 91% delle aziende intervistate valuta infatti la propria situazione attuale come buona o soddisfacente, mentre solo il 9% la giudica negativa. Tuttavia, lo scenario cambia guardando ai prossimi dodici mesi: la quota di imprese che prevede un peggioramento sale al 25%, con un incremento di 17 punti rispetto all’autunno 2025.

Ancora più prudente la valutazione sul quadro macroeconomico: il 59% delle imprese si attende un deterioramento della congiuntura italiana, segnalando un aumento dell’incertezza complessiva.

Tra i fattori di maggiore pressione tornano al centro energia e supply chain, sempre più percepiti come rischi sistemici. In particolare, il 61,5% delle imprese indica i prezzi dell’energia come principale criticità, con un forte incremento rispetto alla rilevazione precedente. Seguono il calo della domanda (64,6%) e le alterazioni delle catene di approvvigionamento (40%).

Incide anche il contesto geopolitico internazionale: l’escalation in Medio Oriente sta già producendo effetti tangibili sulle imprese, con il 62,5% che segnala l’aumento dei costi di materie prime e semilavorati e il 35,9% che evidenzia interruzioni nelle catene di fornitura. Solo il 18,7% dichiara di non registrare impatti.

Secondo Jörg Buck, i dati riflettono un quadro di incertezza crescente, in cui energia, materie prime e logistica rappresentano il “nucleo critico” delle preoccupazioni per il 2026. Al tempo stesso, viene sottolineato come una stabilizzazione del contesto geopolitico potrebbe migliorare rapidamente le prospettive, in linea con i segnali di ripresa degli scambi industriali tra Italia e Germania.

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