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Ca’ Foscari ottiene un Erc Advanced Grant da 2,25 milioni per riscoprire l’italiano “nascosto”

Un finanziamento europeo da 2,25 milioni di euro porta l’Università Ca’ Foscari Venezia tra i protagonisti della ricerca internazionale. Il progetto ConScrIt – Concurring Scripts. Allography in Italy (1000-1800), coordinato dal linguista Daniele Baglioni, si è aggiudicato un prestigioso Erc Advanced Grant, il programma europeo destinato alla ricerca di frontiera.

Il progetto, della durata di 5 anni e sviluppato da un team di 7 ricercatori e dottorandi, è l’unico finanziato in Italia nell’ambito filologico-letterario. Alla call ERC 2025 sono state presentate 3.329 proposte, ma solo il 9,6% ha ottenuto il finanziamento.

La ricerca si concentra sull’allografia, il fenomeno per cui una lingua viene scritta utilizzando un sistema grafico diverso da quello normalmente associato ad essa. In Italia, tra l’anno 1000 e il 1800, l’italiano e i volgari locali sono stati scritti non solo in alfabeto latino, ma anche in ebraico, greco, arabo, armeno, etiopico e siriaco, una varietà unica nel panorama europeo.

Attraverso un innovativo approccio che integra linguistica, filologia e digital humanities, il progetto analizzerà e digitalizzerà un vasto corpus di documenti finora poco studiati, creando il primo thesaurus cross-scriptal dedicato alle tradizioni allografiche italiane.

L’iniziativa promette di offrire nuove chiavi di lettura sulla storia della lingua e della cultura italiana. Molti di questi testi conservano infatti testimonianze linguistiche più vicine al parlato rispetto ai documenti in alfabeto latino e includono alcune delle più antiche attestazioni del siciliano, del sardo e del salentino, oltre a testi letterari, religiosi e scientifici rimasti per secoli ai margini degli studi.

“Ciò si spiega per varie ragioni – spiega il prof Baglioni – la posizione geografica dell’Italia, al centro del Mediterraneo; la presenza duratura di minoranze etnico-religiose e linguistiche che a differenza di quanto è avvenuto in altri Paesi non sono state espulse; l’influenza delle potenze italiane nel Levante e nel Nord Africa, con i contatti fra lingue e scritture che ne sono derivati; il ruolo della Chiesa di Roma, di riferimento per le chiese cattoliche di rito orientale. Questo osservatorio privilegiato consente non solo di confrontare fra loro scritture e tradizioni diverse, ma anche di seguire l’intero “ciclo vitale” delle allografie, dal momento in cui nascono e, molto lentamente, si affermano, fino alla loro progressiva uscita di scena. In altri Paesi europei che vantano tradizioni allografiche quantitativamente assai maggiori, come ad esempio la Spagna, la fase del declino non è osservabile, perché le espulsioni di ebrei e musulmani alla fine del Quattrocento non hanno permesso quel lento processo di integrazione a cui si deve l’obsolescenza di queste pratiche”.

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