È la stima dell’Ufficio economico di Confesercenti, elaborata sulla base dei dati Mimit e a parità di consumi, secondo cui nei due mesi centrali delle vacanze la spesa per i rifornimenti è risultata superiore del 21% rispetto alla stessa fase del 2025.
L’aumento ha inciso direttamente sui bilanci delle famiglie, proprio nel periodo di maggiore mobilità, con possibili ripercussioni sui consumi legati alle vacanze e sul turismo interno. Nell’estate 2025 la benzina si attestava intorno a 1,70 euro al litro e il gasolio a 1,63 euro. Ad agosto 2026 i prezzi si sono portati intorno ai 2 euro per la benzina e oltre questa soglia per il diesel.
Secondo l’ultima rilevazione Mimit del 23 agosto, sulla rete stradale in modalità self, la benzina era a 2,010 euro al litro e il gasolio a 2,130 euro. Per un pieno da 50 litri, l’esborso è quindi aumentato di circa 14 euro per un’auto a benzina e di oltre 20 euro per una diesel rispetto a un anno fa.
La crescita dei prezzi si è concentrata soprattutto nelle ultime settimane. Dal 4 luglio, con la scadenza del precedente intervento sulle accise, i prezzi alla pompa hanno ripreso a salire in un contesto internazionale caratterizzato dalle tensioni sul mercato del greggio legate allo Stretto di Hormuz. Da allora la benzina è aumentata del 10,8% e il gasolio del 12,4%. Secondo Confesercenti, questa sola risalita ha determinato un aggravio di circa 780 milioni di euro nei due mesi.
Il conto sarebbe stato ancora più elevato senza le misure adottate dal governo. Nei mesi di luglio e agosto, il taglio delle accise ha consentito agli automobilisti di risparmiare complessivamente circa 300 milioni di euro. Il beneficio ha riguardato soprattutto il gasolio: dal 28 luglio è stato applicato uno sconto di 17 centesimi al litro, mentre per buona parte del mese l’intervento non era operativo. La benzina, invece, non è rientrata nel provvedimento dall’inizio di luglio.
Confesercenti considera quindi positiva un’ulteriore proroga della misura, soprattutto in vista del controesodo e dell’avvio di settembre, quando sono attesi almeno 15 milioni di turisti. Senza una proroga e in assenza di nuove risorse, i 17 centesimi al litro tornerebbero infatti a gravare interamente sul prezzo del gasolio proprio nella fase conclusiva della stagione turistica.
Per l’associazione gli interventi temporanei non sono sufficienti. Il caro-carburanti rende necessario un intervento strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, così da ridurre l’impatto dei rincari sui bilanci delle famiglie e sui costi sostenuti dalle imprese.
La dinamica dei prezzi dei carburanti si conferma un fattore rilevante per la mobilità, i consumi e la competitività del sistema economico, soprattutto in una fase in cui l’inflazione energetica rischia di tornare a esercitare pressioni sulla domanda interna.
