Nel periodo, l’istituto ha registrato un utile netto pari a 2,9 milioni di euro, in crescita del 23% rispetto ai 2,4 milioni dello stesso periodo del 2025. Il risultato è sostenuto da una buona tenuta pari della gestione operativa e dal miglioramento dei costi, a fronte di ricavi sostanzialmente stabili.
Il margine di interesse si attesta a 10 milioni di euro, in lieve flessione rispetto ai 10,2 milioni dell’anno precedente, mentre le commissioni nette scendono a 4,5 milioni (da 4,7 milioni). Il margine di intermediazione si mantiene comunque su livelli solidi a 14,9 milioni di euro, grazie anche al contributo positivo dell’attività di negoziazione.
Sul fronte dell’efficienza, si registra un miglioramento significativo dei costi operativi, scesi a 10,9 milioni di euro rispetto agli 11,5 milioni del primo trimestre 2025, grazie in particolare al contenimento delle spese amministrative.
Dal punto di vista commerciale, la banca conferma il proprio sostegno all’economia reale con oltre 48 milioni di euro di nuovi finanziamenti erogati a famiglie e imprese nel trimestre. Gli impieghi netti restano sostanzialmente stabili a 1.338,3 milioni di euro, mentre la raccolta totale da clientela cresce dell’1,1%, raggiungendo 1.815,4 milioni di euro.
Particolarmente rilevante il miglioramento della qualità del credito. I crediti deteriorati netti scendono a 13,5 milioni di euro (da 14,2 milioni a fine 2025), con un aumento del grado di copertura al 39,4%. Gli indici Npe si attestano a livelli contenuti, con un Npe lordo all’1,65% e un Npe netto all’1,01%, in miglioramento rispetto a fine 2025.
Sul piano patrimoniale, la banca rafforza ulteriormente la propria posizione: il Cet1 ratio sale al 19,6% (dal 18,83% di fine 2025), confermando un livello di capitalizzazione ampiamente superiore ai requisiti regolamentari.
