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Cavi sottomarini, investimenti strategici della Commissione Ue in tema di sicureza

La Commissione europea ha annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza e resilienza dei cavi sottomarini, infrastrutture critiche che trasportano il 99% del traffico internet intercontinentale e risultano sempre più esposte a rischi geopolitici, sabotaggi e danni intenzionali.

Nell’ambito del Piano d’azione dell’Ue sulla sicurezza dei cavi, Bruxelles ha presentato un nuovo Cable Security Toolbox, che introduce sei misure strategiche e quattro misure tecniche e di supporto, insieme a un elenco di Progetti via cavo di interesse europeo (Cpei), e ha modificato il programma di lavoro digitale del Meccanismo per collegare l’Europa (Mce) destinando 347 milioni di euro a progetti strategici sui cavi sottomarini. Le misure si basano sulla valutazione dei rischi dell’ottobre 2025, che ha individuato minacce, vulnerabilità e dipendenze lungo le principali rotte di collegamento, e sono state sviluppate dalla Commissione in collaborazione con gli Stati membri attraverso un apposito gruppo di esperti.

L’elenco dei 13 ambiti Cpei, articolato in tre cicli quinquennali fino al 2040, guiderà la priorità dei futuri bandi Mce e costituirà un riferimento anche per la programmazione del prossimo Quadro finanziario pluriennale. In termini operativi, i fondi Mce Digitale sosterranno il rafforzamento della capacità europea di riparazione dei cavi, l’installazione di tecnologie smart basate su sensori e sistemi di monitoraggio in grado di raccogliere dati oceanici e sismici in tempo reale e la realizzazione di nuove interconnessioni strategiche.

Nel 2026 sono previsti due bandi da 60 milioni di euro per moduli di riparazione, un bando da 20 milioni di euro per apparecchiature intelligenti e ulteriori inviti a presentare proposte nel 2026 e 2027 per un totale di 267 milioni di euro destinati ai Cpei.

È stato inoltre aperto un bando da 20 milioni di euro per finanziare moduli adattabili di riparazione dei cavi sottomarini, che saranno dislocati in porti e cantieri navali per consentire il rapido ripristino dei servizi, prima fase di un’iniziativa più ampia che coinvolgerà Baltico, Mediterraneo e Atlantico, con un focus iniziale sul Mar Baltico, area interessata negli ultimi anni da un aumento delle interruzioni dei cavi e considerata particolarmente esposta a minacce ostili. I bandi saranno riservati a enti pubblici con mandato di risposta alle emergenze, tra cui protezione civile, agenzie nazionali, guardie costiere e marine militari, rafforzando il legame tra sicurezza digitale, resilienza infrastrutturale e difesa europea.

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