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Ccis, un team radicato, capace di offrire alle imprese supporto su misura e concreto

Nostra intervista al presidente, Marco Pizzi . Nel giugno scorso la Camera di Commercio italiana per la Spagna ha presentato il “Barometro sugli investimenti italiani in Spagna”. Molti i punti in comune fra i nostri due Paesi, le economie italiana e spagnola, infatti, secondo il Barometro, hanno sorpreso al rialzo in un contesto sfavorevole, anche se la Spagna lo ha fatto in modo più marcato.

Un aspetto particolarmente interessante che si legge nel Barometro, è la qualità della vita, che in Spagna si consolida, per il secondo anno consecutivo, come l’aspetto del clima imprenditoriale più apprezzato dalle imprese italiane intervistate, di contro, il sostegno pubblico alla R&S&I continua a essere l’area che riceve il punteggio più basso.

 Presidente Pizzi, la vostra Camera di Commercio che ruolo occupa per l’assistenza alle imprese investitrici, italiane e spagnole?

Ci definiamo un ponte tra i due Paesi. Accompagniamo le aziende italiane che vogliono entrare o rafforzarsi sul mercato spagnolo, facilitando contatti con partner, istituzioni e associazioni locali.
Nonostante le affinità culturali, Spagna e Italia hanno differenze nei processi decisionali, nella comunicazione e nei tempi, spesso variabili anche su base territoriale. Affidarsi alla Ccis significa avere un team radicato, capace di offrire supporto su misura e concreto. Un alleato strategico per cogliere appieno le opportunità del mercato spagnolo.

Come sono strutturate le relazioni economico-commerciali fra Italia e Spagna?

Italia e Spagna hanno costruito nel tempo un rapporto economico e commerciale tra i più solidi in Europa. Non parliamo solo di numeri — anche se contano: nel 2024 l’interscambio ha superato i 68 miliardi di euro, con export e import quasi equivalenti — ma di una relazione fondata su complementarietà, fiducia e conoscenza reciproca.

La Spagna è il quarto mercato per l’export italiano e il quinto fornitore; l’Italia è il terzo mercato di sbocco per l’export spagnolo e il quarto fornitore. Tra i prodotti italiani esportati: chimica, macchinari, elettronica, abbigliamento, componenti per l’auto. Dalla Spagna importiamo veicoli, chimica, moda e agroalimentare.

Anche sul fronte degli investimenti il legame è forte: secondo il nostro Barometro sul clima e le prospettive degli investimenti italiani in Spagna, presentato lo scorso 24 giugno, lo stock di Ide italiani ha superato i 48 miliardi di euro. L’Italia è il quinto investitore straniero in Spagna, con una quota del 7,9%. Dal 2019, il Paese è la seconda destinazione al mondo degli investimenti italiani: segno di fiducia e di un contesto favorevole alla crescita.

Secondo il vostro Barometro, il 71% delle aziende italiane con sede in Spagna prevede di aumentare i propri investimenti nel 2025. Quali sono i settori più attivi?

Dal Barometro emerge una previsione di investimento soprattutto in settori dove le aziende italiane vantano competenze consolidate: industria manifatturiera, logistica, trasporti, servizi finanziari, assicurativi e di informazione e comunicazione.

Di contro, quali sono i settori più promettenti per un imprenditore che vuole avviare un investimento nel Paese?

Segnalerei innanzitutto le energie rinnovabili. La Spagna punta alla decarbonizzazione entro il 2050 e ha attivato risorse e incentivi importanti, che rappresentano un’opportunità concreta per le imprese italiane.
Anche il settore Ict è in forte espansione. Il Paese ospita un ecosistema sempre più vivace, con hub tecnologici in città come Madrid, Barcellona, Valencia e Malaga. Un ambiente attrattivo per startup, scale-up e grandi gruppi, dove anche il know-how italiano può dare un grande contributo.

Le tensioni geopolitiche influenzano il flusso di investimenti degli imprenditori italiani in Spagna?

In un contesto globale incerto, le imprese cercano stabilità, e la Spagna risponde a questa esigenza. Parte dell’eurozona, con oltre 47 milioni di abitanti, un’economia dinamica e un quadro normativo solido, è una destinazione affidabile. Lo conferma un dato: nel 2024, anno segnato da forti incertezze, gli investimenti italiani in Spagna sono più che triplicati, sfiorando il miliardo di euro.

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