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Centrali a carbone, Pichetto al CdM: il punto su Brindisi e Civitavecchia

“Fermo restando il phase-out del carbone sul continente – ha dichiarato Pichetto – il Governo ha il dovere di valutare con responsabilità tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale, in una fase caratterizzata da instabilità geopolitica e possibili rischi sugli approvvigionamenti di gas. Ogni eventuale intervento – ha aggiunto il Ministro – sarà attentamente valutato sotto il profilo tecnico, economico e regolatorio, anche in confronto con la Commissione europea, con l’obiettivo esclusivo di tutelare l’interesse nazionale, senza mettere in discussione il percorso di decarbonizzazione già avviato”.

Pichetto ha ricordato che il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima conferma il superamento della produzione elettrica da carbone nel continente, in coerenza con gli impegni europei e con la strategia nazionale di decarbonizzazione. Le due centrali, già ferme da tempo per ragioni economiche e di mercato, non risultano più competitive rispetto alle altre tecnologie disponibili.

Tuttavia, nel contesto attuale di forte incertezza geopolitica, il Governo sta valutando ogni possibile opzione utile a salvaguardare la sicurezza energetica nazionale, incluso un eventuale mantenimento in riserva degli impianti, nel rispetto della normativa nazionale ed europea.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica continuerà a operare in stretto coordinamento con gli altri dicasteri competenti, con Terna e con gli operatori del settore, assicurando monitoraggio costante della situazione e attenzione ai profili industriali e occupazionali legati alla riconversione dei siti.

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