Geopolitica, caro energia e crisi delle rotte commerciali frenano la crescita
Le tensioni in Medio Oriente e i rischi sulle catene globali di approvvigionamento cambiano lo scenario dell’economia italiana. Nell’ultimo Industry Forecast, Cerved rivede al ribasso le prospettive dei fatturati delle imprese per il biennio 2026-2027, cancellando le aspettative di crescita formulate prima dell’escalation della crisi iraniana.
Secondo il report, tra il 2025 e il 2027 i ricavi delle aziende italiane potrebbero diminuire fino al 2,6% nello scenario peggiore. Solo pochi mesi fa era prevista una crescita dell’1,7%.
- Economia debole e consumi in frenata
Nello scenario base, che ipotizza un progressivo allentamento delle tensioni geopolitiche dalla seconda metà del 2026, il Pil italiano resterebbe quasi fermo: +0,4% nel 2026 e +0,2% nel 2027.
A pesare sono soprattutto:
- aumento dei costi energetici
- inflazione sopra il target Bce
- nuova stretta monetaria
- rallentamento di consumi e investimenti
In questo contesto il fatturato reale delle imprese è atteso in calo dello 0,2% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027.
- Moda, energia e costruzioni tra i settori più colpiti
I comparti più penalizzati saranno quelli maggiormente esposti al caro energia e alla debolezza della domanda sono il Sistema Moda, Carburanti ed energia, Prodotti intermedi, Costruzioni
Particolarmente vulnerabili risultano anche i settori ad alta intensità energetica come chimica, ceramica, vetro, carta e cemento, dove il costo dell’energia incide pesantemente sui margini.
- Trasporti e turismo sotto pressione
Le tensioni nello Stretto di Hormuz colpiscono direttamente anche trasporti, logistica e turismo. L’aumento dei costi dei carburanti, i ritardi nelle forniture e l’incertezza internazionale rischiano infatti di frenare i flussi commerciali e turistici.
Secondo Cerved, il turismo sarà uno dei comparti più esposti agli effetti indiretti della crisi geopolitica.
- Difesa, farmaceutica e digitale resistono
Non tutti i comparti però rallentano. Alcuni settori continuano a mostrare capacità di crescita anche in un contesto instabile.
Tra i più resilienti il sistemi di difesa, infrastrutture, servizi software e digitali, farmaceutica
A sostenerli sono gli investimenti pubblici, i fondi PNRR, la transizione digitale e la crescente domanda di sicurezza e innovazione sanitaria.
- La geopolitica pesa sempre di più sull’industria
Il report di Cerved conferma che energia, commercio internazionale e stabilità geopolitica sono ormai fattori decisivi per la competitività delle imprese italiane.
E il biennio 2026-2027 rischia di diventare uno dei più complessi degli ultimi anni per il sistema produttivo nazionale.
