Bruxelles prova a riaprire il dialogo economico con Pechino. Cina e Unione europea hanno infatti avviato un nuovo meccanismo permanente di consultazione dedicato a commercio e investimenti, con l’obiettivo di rafforzare il confronto bilaterale e gestire in modo più strutturato le principali questioni che caratterizzano i rapporti economici tra le due potenze.
L’intesa è stata annunciata al termine del primo incontro ufficiale del nuovo formato, ospitato nella capitale europea e presieduto dal ministro del Commercio cinese Wang Wentao e dal commissario europeo al Commercio e alla Sicurezza economica Maroš Šefčovič. L’iniziativa rappresenta un tentativo di consolidare il dialogo in una fase segnata da tensioni commerciali, crescente competizione industriale e ridefinizione delle catene globali di approvvigionamento.
Il nuovo meccanismo si concentrerà inizialmente su quattro aree considerate strategiche: il riequilibrio delle relazioni commerciali e degli investimenti, i controlli alle esportazioni, la tutela della proprietà intellettuale e la riforma della World Trade Organization (WTO). Accanto ai tavoli tecnici, le parti hanno concordato l’istituzione di un sistema congiunto di monitoraggio per lo scambio di dati e la verifica dei flussi commerciali, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza, rafforzare la fiducia reciproca e prevenire nuove controversie.
Sul tavolo anche il possibile ampliamento dell’accesso ai rispettivi mercati attraverso interventi sia tariffari sia non tariffari. Un’attenzione particolare è stata riservata ai controlli sulle esportazioni di terre rare e di altri materiali critici, dossier ritenuto centrale per garantire la stabilità delle catene internazionali di fornitura in un contesto geopolitico sempre più complesso.
Pur restando aperti diversi dossier sensibili, entrambe le parti sembrano puntare su un confronto più stabile e istituzionalizzato, nella convinzione che il dialogo possa contribuire a ridurre le tensioni e favorire una maggiore prevedibilità nei rapporti economici tra Cina e Unione europea.
Nella stessa giornata è arrivato anche un segnale politico da Pechino. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha ribadito che «la radice dei problemi che l’Unione europea si trova ad affrontare non risiede nella Cina», sottolineando come la risposta alle sfide economiche e commerciali debba passare attraverso una cooperazione più stretta e uno sviluppo condiviso. Il portavoce ha inoltre riaffermato la posizione cinese secondo cui Cina e Unione europea devono considerarsi «partner, non rivali», ribadendo che le relazioni economiche tra le due parti continuano a fondarsi sul principio del reciproco vantaggio.
