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Clima e migrazioni, nasce a Roma la piattaforma per il Mediterraneo

Affrontare il legame sempre più stretto tra cambiamenti climatici e mobilità umana nel Mediterraneo attraverso soluzioni innovative e cooperative. Con questo obiettivo nasce a Roma il Climate Mobility Innovation Lab (Cmil) per il Mediterraneo, nuova piattaforma di coordinamento tra governi, comunità scientifica, società civile e settore privato, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Iom).

L’avvio operativo del laboratorio segue l’accordo strategico firmato nell’ottobre scorso ed è pienamente coerente con il Piano Mattei, che individua nel Mediterraneo e in Africa aree prioritarie per una cooperazione strutturata su sviluppo, clima e migrazioni. Il tema è stato al centro dell’incontro al Mase tra il ministro Gilberto Pichetto e Rania Sharshr, direttrice globale per l’Azione climatica di Iom, alla presenza del direttore generale Mase per le attività europee e internazionali Alessandro Guerri.

Il Cmil Mediterraneo, sostenuto da un budget triennale, opererà come nodo regionale del Global Climate Mobility Innovation Lab di Iom. La piattaforma avrà il compito di sviluppare e testare politiche e strumenti per prevenire e gestire le migrazioni forzate legate agli impatti climatici, rafforzando la resilienza dei territori più esposti.

Il Mediterraneo rappresenta infatti una regione chiave: si riscalda più velocemente della media globale ed è uno dei principali corridoi migratori al mondo. Da qui la necessità di interventi anticipatori basati su evidenze scientifiche, sul rafforzamento delle capacità istituzionali e sul coinvolgimento diretto delle comunità locali.

Tra le soluzioni che il laboratorio intende promuovere figurano nature-based solutions, sistemi di allerta precoce, infrastrutture resilienti e strategie di adattamento locale. Particolare attenzione sarà riservata all’inclusione di giovani, donne e persone con disabilità, nonché alla cooperazione con i Paesi africani, in sinergia con il Cmil Africa.

Durante l’incontro sono stati inoltre approfonditi i temi della governance e delle sinergie con strumenti finanziari come il Fondo Italiano per il Clima. Il Mase ha ribadito l’impegno a sostenere il laboratorio e a rafforzare il ruolo dell’Italia come hub internazionale per la cooperazione su clima, sviluppo e migrazioni, in linea anche con il Processo di Roma e il Piano strategico Iom 2024-2028.

Un’iniziativa che punta a coniugare diplomazia climatica, innovazione e stabilità regionale, in un’area sempre più centrale per gli equilibri economici e geopolitici europei.

«C’è una visione condivisa, chiara e ambiziosa – ha dichiarato Pichetto – fondata su sostenibilità e innovazione. Questa iniziativa può generare risultati concreti per il Mediterraneo e l’Africa, nel segno di una responsabilità condivisa di fronte alle sfide climatiche e umane».

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