Skip to content Skip to footer

Commercio: 16,7 miliardi di consumi delocalizzati in sei anni

È quanto emerge dalle elaborazioni di Confesercenti, secondo cui nello stesso periodo sono scomparse oltre 111mila imprese del commercio al dettaglio.

La riduzione dei negozi fisici e lo spostamento degli acquisti verso i grandi marketplace internazionali hanno un impatto diretto sulle economie territoriali. Secondo le stime dell’associazione, per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 euro restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. Quando la stessa spesa viene trasferita sulle grandi piattaforme internazionali, circa 70 euro escono invece dal territorio.

A registrare la perdita maggiore è il Centro, con oltre 5,3 miliardi di euro di consumi usciti dal circuito locale tra il 2019 e il 2025. Seguono il Sud con circa 4 miliardi, il Nord-Ovest con quasi 3,2 miliardi, il Nord-Est con circa 2,6 miliardi e le Isole con oltre 1,6 miliardi.

Tra le regioni, l’impatto più significativo riguarda il Lazio, con circa 3,2 miliardi di euro di spesa non più trattenuta dall’economia locale. Seguono Lombardia (oltre 1,7 miliardi) e Campania (circa 1,6 miliardi). Sopra il miliardo anche Veneto e Toscana, entrambi intorno a 1,2 miliardi, e Sicilia, con poco più di 1 miliardo. In Piemonte l’impatto sfiora il miliardo.

I 16,7 miliardi di euro rappresentano soltanto la componente economicamente quantificabile del fenomeno. Restano esclusi gli effetti sulla disponibilità di beni e servizi, sul presidio urbano, sulla sicurezza, sulla coesione sociale e sulla qualità della vita.

Per Confesercenti, il commercio di prossimità costituisce una vera e propria infrastruttura territoriale, capace di sostenere occupazione, redditi, immobili, servizi e fiscalità locale. L’associazione sottolinea inoltre che l’e-commerce può rappresentare un’opportunità quando si integra con la rete dei negozi e permette alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati, mentre l’impatto è diverso quando gli acquisti vengono concentrati sui grandi marketplace internazionali.

Per contrastare il fenomeno, Confesercenti promuove la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, che ha già raccolto quasi 40mila firme. L’obiettivo è raggiungere le 50mila sottoscrizioni necessarie.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment