Nel quarto trimestre del 2025 l’export italiano mostra segnali di rallentamento congiunturale, con una flessione diffusa in quasi tutte le ripartizioni territoriali del Paese. L’unica area in controtendenza è il Centro, che registra un lieve incremento dello 0,7%. La contrazione più marcata interessa il Mezzogiorno, dove Sud e Isole segnano una diminuzione del 6,7%, evidenziando una maggiore volatilità della domanda estera per alcune produzioni chiave. Più contenuta, invece, la riduzione nel Nord-est (-1,1%) e nel Nord-ovest (-0,5%), aree che continuano a beneficiare di una struttura produttiva fortemente orientata all’export e di filiere industriali consolidate.
I settori
Guardando all’intero 2025, il quadro complessivo rimane comunque positivo. Le esportazioni nazionali in valore crescono del 3,3% rispetto al 2024, ma con dinamiche territoriali differenziate. Il contributo più significativo proviene dal Centro Italia, che registra un incremento del 13,2%, trainato soprattutto dal settore farmaceutico e da comparti ad alta specializzazione. Più moderata la crescita nel Sud (+3,2%), nel Nord-ovest (+2,3%) e nel Nord-est (+2,0%). Di segno opposto, invece, l’andamento delle Isole, che mostrano una contrazione significativa dell’11%, in gran parte legata alla riduzione delle esportazioni di prodotti energetici raffinati.
Le regioni
A livello regionale emergono performance particolarmente dinamiche. La Toscana si conferma la regione più brillante sul fronte delle vendite all’estero, con un aumento del 21,3%, seguita da Friuli-Venezia Giulia (+17,8%), Calabria (+10,8%), Liguria (+10,2%) e Lazio (+9,6%). Questi risultati riflettono in larga parte la crescita di comparti ad alto valore aggiunto, come il farmaceutico, la metallurgia e alcune produzioni manifatturiere specializzate. Sul versante opposto, le flessioni più ampie si registrano in Basilicata (-17,8%), Sardegna (-11,4%), Sicilia (-10,8%) e Marche (-7,6%), territori più esposti alla volatilità dei mercati energetici o alla contrazione di specifiche filiere industriali.
Un ruolo determinante nell’andamento complessivo dell’export nazionale è stato svolto dal settore farmaceutico, chimico-medicinale e botanico. L’aumento delle esportazioni di questi prodotti da Toscana, Lazio, Lombardia, Abruzzo e Campania ha contribuito per 2,6 punti percentuali alla crescita complessiva dell’export italiano nel 2025 rispetto all’anno precedente. A questo si aggiunge un ulteriore contributo positivo di circa un punto percentuale derivante dall’espansione delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo — esclusi macchinari e impianti — provenienti in particolare dalla Toscana.
L’analisi a livello provinciale evidenzia come nel corso del 2025 le maggiori spinte alla crescita dell’export italiano provengano da Firenze, Arezzo, Trieste, Varese e Frosinone, territori caratterizzati da una forte presenza di industrie manifatturiere competitive sui mercati internazionali. In senso opposto, i contributi negativi più rilevanti sono attribuibili alle province di Siracusa, Milano, Cagliari, Ascoli Piceno e Siena, dove la diminuzione delle vendite estere di alcuni comparti chiave ha inciso sul bilancio complessivo delle esportazioni.
L’estero
Dal punto di vista dei mercati di destinazione, i contributi positivi più rilevanti derivano dall’espansione delle vendite toscane verso diversi partner commerciali. Particolarmente marcato l’aumento delle esportazioni verso la Svizzera (+201,1%), ma risultano in forte crescita anche i flussi verso Francia (+39,2%), Spagna (+76,4%), Stati Uniti (+19,9%) e Paesi Opec (+44,5%). A sostenere l’export nazionale ha contribuito inoltre la significativa espansione delle vendite del Lazio verso gli Stati Uniti, cresciute del 54,2%.
