Nel 2025 le esportazioni di beni sono attese a 640 miliardi di euro, in crescita di circa 3% rispetto al 2024, dopo una lieve flessione dell’anno precedente (-0,5%). Il comparto rappresenta circa un terzo del Pil, con oltre 120mila imprese esportatrici e 4,3 milioni di addetti.
Tra gennaio e novembre 2025, le vendite estere hanno segnato un aumento del 3,1%, sostenuto dai settori farmaceutico (+31%), prodotti in metallo (+8,4%), alimentare e bevande (+4,3%) e mezzi di trasporto (+3%), grazie anche alla ripresa della cantieristica navale. La meccanica strumentale resta stabile, mentre tessile e abbigliamento (-2,2%), chimica (-1,1%) e altre manifatture (-7,3%) registrano contrazioni.
Il traino proviene soprattutto dai Paesi Ue (+4,1%), che assorbono il 51% dell’export, con Germania, Francia e Spagna come principali destinazioni. L’export verso i mercati extra-Ue (+2,1%) beneficia di incrementi significativi verso Stati Uniti (+7,9%), Svizzera (+14,1%) ed Emirati Arabi Uniti (+18,5%). In calo le esportazioni verso Cina (-8%) e Turchia (-23,6%).
I mercati emergenti mostrano dinamiche rilevanti: Paesi Opec (+11,7%), Filippine (+11,1%), Marocco (+10%) e India (+7,6%). La strategia di internazionalizzazione, supportata dal Piano d’azione export del Maeci e da Sace, punta a diversificare i mercati, rafforzare la presenza diretta delle imprese italiane e mitigare i rischi legati a tensioni geopolitiche e interruzioni delle catene di approvvigionamento.
