La Commissione europea ha inaugurato il programma di emissioni per il 2026 con una prima operazione sindacata da 11 miliardi di euro.
L’operazione, strutturata in due tranche, ha riguardato:
un nuovo Eu-Bond a 3 anni da 6 miliardi di euro con scadenza 12 luglio 2029;
un tap da 5 miliardi di euro dell’Eu-Bond a 30 anni con scadenza 12 ottobre 2055.
Dettagli delle emissioni
Il nuovo bond a 3 anni presenta una cedola del 2,375% ed è stato collocato a un prezzo del 99,839%, per un rendimento di riofferta del 2,426%. Lo spread è pari a 3 punti base sul mid-swap, equivalente a +16,6 pb rispetto al Bund di pari scadenza e -8,6 pb rispetto all’OAT francese.
Il portafoglio ordini ha superato i 65 miliardi di euro, con una domanda pari a circa 11 volte l’offerta.
Il bond a 30 anni offre invece una cedola del 4,000% ed è stato prezzato a 98,934%, corrispondente a un rendimento del 4,061%. Gli ordini hanno oltrepassato i 97 miliardi di euro, pari a una sovrasottoscrizione di circa 19 volte.
Forte domanda e finalità dei fondi
La solidità della domanda riflette la fiducia degli investitori nel profilo creditizio dell’Unione europea e nel ruolo crescente degli Eu-Bond come asset di riferimento nel mercato obbligazionario europeo.
I proventi dell’operazione saranno destinati al finanziamento dei programmi politici dell’Ue, in particolare NextGenerationEU e le iniziative di sostegno all’Ucraina.
Programma di finanziamento
Con questa emissione, la Commissione europea ha già coperto 11 miliardi di euro dell’obiettivo complessivo di 90 miliardi previsto per la prima metà del 2026.
I responsabili congiunti dell’operazione sono stati Bnp Paribas, Bank of America, Crédit Agricole Cib, Nomura e Santander.
