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Comunicare l’invisibile, Ferpi porta a Fotografia Europea il dibattito su Ia, giornalismo e responsabilità

L’appuntamento, organizzato dalla Delegazione Emilia-Romagna di Ferpi in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e Geopolis, ha riunito giornalisti, professionisti della comunicazione, accademici ed esperti per riflettere su una delle questioni più rilevanti dell’era digitale: chi decide oggi ciò che vediamo e quali dinamiche rendono invisibili persone, temi e fenomeni nell’ecosistema dell’informazione.

Ad aprire i lavori sono stati Filippo Nani, Stefania Palazzo e Silvestro Ramunno, che hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di preservare i principi di deontologia, trasparenza e responsabilità pubblica in un contesto sempre più influenzato dagli algoritmi.

Nel primo panel il confronto si è concentrato sul ruolo dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali nei processi di formazione dell’opinione pubblica. Tra gli interventi, quello del giornalista e saggista Michele Mezza, che ha analizzato l’impatto delle nuove tecnologie sui sistemi democratici, e quello di Alberto Pagani, che ha approfondito il tema della guerra cognitiva e dell’utilizzo degli algoritmi per influenzare percezioni, emozioni e processi decisionali.

Attraverso il linguaggio della fotografia, Annalisa Vandelli ha evidenziato l’importanza dell’alfabetizzazione visiva, sottolineando come le immagini rappresentino sempre un punto di vista e non una semplice riproduzione della realtà. Un tema ripreso anche da Carmen Lasorella, che ha affrontato il rapporto tra informazione, conflitti internazionali, polarizzazione e costruzione delle narrazioni pubbliche.

Il secondo panel ha invece approfondito il valore della memoria, del giornalismo territoriale e della responsabilità sociale dell’informazione. Davide Nitrosi ha evidenziato il ruolo della stampa locale nell’interpretazione dei fenomeni sociali ed economici, mentre Maria Chiara Rioli ha posto l’accento sull’importanza degli archivi e della conservazione delle testimonianze storiche come strumenti di tutela delle identità collettive.

Spazio anche al tema del benessere digitale con l’intervento di Federica Manzoni, che ha illustrato il progetto NeoConnessi dedicato all’educazione digitale di bambini e adolescenti, evidenziando la necessità di sviluppare competenze critiche e un utilizzo consapevole della tecnologia fin dalla giovane età.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda moderata da Veronica Boldrin sul futuro della comunicazione responsabile in un contesto caratterizzato da automazione, velocità e sovraccarico informativo.

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