Il sistema distributivo italiano conferma una fase di tenuta complessiva, nonostante un contesto internazionale ancora caratterizzato da forti elementi di incertezza, in particolare sul fronte energetico e delle materie prime.
È quanto sottolinea Confesercenti commentando i dati provvisori sull’inflazione diffusi da Istat, che indicano per giugno un aumento dei prezzi del 3,0% su base annua, in rallentamento rispetto al +3,2% registrato nel mese precedente.
Secondo l’associazione, il dato rappresenta un segnale positivo ma richiede cautela: la riduzione della dinamica inflattiva non può ancora essere interpretata come un definitivo superamento delle pressioni sui prezzi, considerando la persistente instabilità geopolitica e i possibili effetti sui mercati energetici.
Un ruolo centrale è legato all’evoluzione della situazione in Medio Oriente. La prosecuzione dei colloqui e il raggiungimento di una stabilizzazione nell’area di Hormuz potrebbero avere effetti rilevanti sull’economia, riducendo le tensioni sui costi dell’energia e migliorando il clima di fiducia per famiglie e imprese.
Secondo le recenti stime Confesercenti-Cer, in caso di consolidamento della pace e di normalizzazione dei rapporti nella regione, l’inflazione potrebbe scendere fino al +2,6% entro la fine dell’anno, con un impatto positivo sulla crescita: circa 6,6 miliardi di euro di Pil aggiuntivo e 4,6 miliardi di euro di maggiori consumi entro la fine del 2027.
Sul fronte europeo, Confesercenti richiama l’attenzione sulla necessità di un approccio equilibrato da parte delle istituzioni. I segnali della Banca centrale europea non escludono possibili nuovi interventi sui tassi di interesse, ma in una fase caratterizzata da crescita debole, consumi fragili e incertezza geopolitica, un ulteriore aumento del costo del denaro rischierebbe di frenare ulteriormente domanda interna e investimenti.
Per l’associazione servono quindi politiche coordinate capaci di contrastare eventuali nuovi shock energetici e sostenere il rilancio economico, rafforzando il potere d’acquisto delle famiglie e la capacità competitiva delle imprese.
“La priorità resta consolidare il percorso verso la pace e, parallelamente, accompagnare l’economia con misure in grado di sostenere consumi, investimenti e attività produttive”, conclude Confesercenti.
