Le ragioni, secondo l’analisi, sono da ricondurre a venti di guerra e a una scarsa propensione agli acquisti, con la fiducia dei consumatori che rimane vacillante.
Sul fronte del progressivo gennaio-settembre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, si consolida un moderato calo dello 0,8%, che coinvolge praticamente tutti i settori, fatta eccezione per la cura della persona, che registra un incremento dell’1,1%.
«La crescita che aveva caratterizzato le estati precedenti si è sgonfiata – commenta Mario Resca, presidente di Confimprese – e certifica il permanere di una situazione priva di apprezzabili spunti positivi. È difficile ipotizzare nel breve periodo una ripresa dei consumi, nonostante fondamentali macroeconomici positivi come occupazione, inflazione, fiducia dei mercati finanziari e crescita dei redditi».
