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Confimprese-Sace: più strumenti finanziari per l’export e meno rischi per il retail italiano

L’accordo punta a consolidare la competitività internazionale delle imprese italiane in una fase caratterizzata da forte instabilità geopolitica e rallentamento dei consumi globali. Tra gli obiettivi principali figurano il potenziamento dell’accesso alle soluzioni Sace, la condivisione di informazioni strategiche e la costruzione di percorsi di accompagnamento per valutare la preparazione delle aziende ai mercati internazionali.

L’intesa arriva in una fase di espansione del comparto retail italiano all’estero. Secondo il Centro Studi Confimprese, nel 2026 sono previste 2.737 nuove aperture commerciali, pari a una crescita del saldo punti vendita del +7,6% rispetto al 2025. Il 90% delle aziende già presenti oltreconfine prevede di continuare l’espansione internazionale.

A trainare lo sviluppo sarà soprattutto il modello in franchising, in crescita del 9,4%, mentre l’espansione diretta resta sostanzialmente stabile. L’area geografica più attrattiva si conferma l’Europa occidentale, scelta dal 48% dei retailer, seguita da Europa orientale (19%), Medio Oriente (14%) e Asia-Pacifico (13%).

Dal report emerge inoltre che il fatturato estero pesa mediamente per il 16% dei ricavi aziendali, con alcune realtà che superano il 50%. Le performance internazionali restano positive: metà delle aziende registra crescite medie del +3,5%, con il comparto abbigliamento-accessori che mostra risultati fino all’8%.

Permangono tuttavia criticità operative rilevanti. Tra le principali difficoltà segnalate dalle imprese figurano la ricerca di franchisee qualificati, la gestione della supply chain internazionale, la conformità normativa nei diversi mercati e il reperimento di personale specializzato.

Secondo Mario Resca, l’intesa rappresenta “un passo importante per rafforzare la competitività internazionale delle imprese del retail e dei servizi”, sottolineando come la gestione del rischio e il supporto all’export siano diventati fattori decisivi per la crescita.

Sulla stessa linea Michele Pignotti, che ha evidenziato come “la partnership permetterà alle aziende associate di affrontare i mercati esteri con maggiore solidità e consapevolezza, attraverso strumenti dedicati alla gestione dei rischi e allo sviluppo commerciale internazionale”.

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