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Confimprese: “Si conferma la tenuta del retail”. Stimati 2.900 nuovi punti entro la fine del 2023

Il Centro studi Confimprese pubblica il rapporto sul consuntivo dei piani di sviluppo della base associativa. Nonostante il calo dei consumi e l’incertezza dei mesi autunnali, si stimano 2.900 nuovi punti entro la fine del 2023, di cui 1.650 nel II semestre. Bene centri commerciali e negozi di prossimità, indicati come canali prioritari di sviluppo della rete distributiva. Il trend di chiusura di punti vendita si conferma debole anche nel II semestre 2023, con un numero di chiusure previste che si attesta a circa l’1%: la riduzione dei ricavi indicata come causa principale da 6 retailer su 10.

L’Osservatorio MarTech di Jakala rileva che l’87% dei retailer afferma che la personalizzazione un fattore chiave di successo, solo il 39% dei consumatori ritiene di vivere esperienze realmente personalizzate.  Nuove logiche di prossimità spingono i consumatori a spostarsi più lontano per approfittare di sconto e promozioni

La lettura dei dati del Centro studi Confimprese, in collaborazione con Global Strategy, sull’anno in corso stima una crescita netta del numero dei punti vendita di 2.900 unità rispetto al 2022, di cui 1.650 nel II semestre, equamente divisi tra diretti e in franchising.

Non c’è stata una revisione delle previsioni di inizio anno. Il trend è positivo e mostra la tenuta del commercio, nonostante i segnali poco confortanti che arrivano dal contesto geopolitico internazionale e dalla modesta crescita dei consumi. In particolare, i dati di aperture del II semestre 2023 sono in miglioramento sullo stesso periodo 2019 in cui le aperture si erano fermate a 820. Questi dati presentati nel corso della 7° edizione del Retail Summit Confimprese-Jakala.

A fronte, dunque, di un andamento dei consumi che mostra segnali di rallentamento, le aziende retail puntano sull’allargamento della rete distributiva, anche nell’ottica di una rivitalizzazione dei punti vendita, grazie a un modello di business che la trasformi da vertical retailer a phygital marketplace per ospitare marchi esterni adatti a soddisfare i diversi stili di vita del consumatore.

«Nonostante il successo dell’online – afferma Mario Resca, presidente Confimprese (oltre 450 brand commerciali, 90mila punti vendita, 800mila addetti) – e sia pure nelle difficoltà che il Paese sta attraversando, il retail da segnali di positività. Le nostre insegne hanno reso più vivi i centri città e i centri commerciali aprendo una media di circa 1000 negozi dal 2019 al 2022. Il 2021 è stato un anno di razionalizzazione per il retail, messo in ginocchio dalla pandemia e dalle chiusure prolungate degli esercizi commerciali, mentre il 2022 si è aperto con una maggiore consapevolezza sulla strategia da seguire per il rafforzamento della rete distributiva. Eventuali rallentamenti nei piani di sviluppo si vedranno nel 2024».

«L’esperienza di acquisto fisica e quella digitale sono sempre più sinergiche, aumentate dall’intelligenza artificiale e dai cambiamenti dettati dalla trasformazione tecnologica – commenta Marco Di Dio Roccazzella, general manager Jakala -. I grandi retailer continueranno a guidare il settore per soddisfare il cliente e regalare un’esperienza d’acquisto sempre più gratificante e soddisfacente in ogni passaggio, tenendo conto di tutti gli aspetti, anche quelli emozionali. L’innovazione continuerà a evolversi. Anche grazie all’intelligenza artificiale, si approfondirà il dialogo con il cliente, il prezzo di vendita sarà sempre più corretto e adeguato, tenendo conto dell’andamento dell’inflazione. I processi operativi e l’ottimizzazione dei costi saranno definiti in modo puntuale e la creazione dei contenuti creativi sarà supportata e accelerata. Come già accade negli Stati Uniti, molto presto la robotica, scienza che già viene utilizzata in diversi settori come, economia e sanità, entrerà nel retail per ridefinire i modelli di business».

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