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Confindustria: a Verona la G7 Industry Stakeholders Conference

Si è tenuta  a Verona la “Industry Stakeholder Conference”, prima interazione ufficiale con il G7, organizzata da Confindustria in concomitanza con la riunione ministeriale del G7 su “Industria, Tecnologia e Digitale”, cui sono intervenuti il Ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ed Emma Marcegaglia, B7 Chair. Al centro dell’agenda le opportunità poste dalla data economy e dalle tecnologie digitali: come rafforzare la cooperazione tra i Paesi del G7 per la condivisione di codici etici e standard operativi per l’Ia, riducendo al minimo i rischi associati agli abusi e aumentando il potenziale dell’Ia nella competitività delle imprese.

Questo B7 introduce anche un’importante novità: in coincidenza con gli appuntamenti ministeriali sui quattro temi prioritari in agenda si tiene un summit del mondo del business cui partecipano anche rappresentanti istituzionali. L’obiettivo è far dialogare i due mondi non solo alla fine, su un documento complessivo, ma via via nelle diverse tappe di avvicinamento al G7 Summit di giugno. Questa nuova modalità di confronto è partita oggi proprio da Verona, sui temi dell’industria e dell’Ia, e proseguirà a Torino, a fine aprile, con l’energia.

Per molti autorevoli Ceos, rappresentanti apicali di organizzazioni imprenditoriali dei paesi G7 e di imprese internazionali è stata l’occasione per discutere i fattori chiave che influenzano la produttività e la competitività industriale in un’economia globale in rapida evoluzione. I paesi del G7 rappresentano 775 milioni di consumatori, con oltre 3,5 milioni di imprese associate alle Confindustrie dei singoli paesi e oltre 30 milioni di aziende attive, le loro economie contribuiscono per il 43% al Pil globale e per oltre il 30% del valore degli scambi globali di beni e servizi. Il Gruppo dei Sette, per numeri e statistiche, si conferma ancora una volta giocatore di primo piano nello scacchiere globale, anche per quanto riguarda gli investimenti sull’innovazione e sull’Ia.

“La digitalizzazione è fondamentale per tutti i settori industriali, sia nel privato sia nel pubblico: come B7 ci impegneremo per promuovere le competenze digitali oltre i confini delle imprese e raggiungere anche le pubbliche amministrazioni, in modo da rafforzare la sicurezza dell’accesso ai dati e fornire alle stesse imprese e ai cittadini servizi più efficienti e più sicuri”, ha sottolineato Emma Marcegaglia, B7 Chair. “Siamo consapevoli dei rischi associati all’AI e il G7 si è impegnato a sviluppare codici etici armonizzati. È un passaggio decisivo: il B7 è pronto ad elaborare raccomandazioni di policy per consentire alle applicazioni dell’AI di dispiegare tutto il loro potenziale positivo, rendendo l’industria dei nostri Paesi sempre più forte e competitiva”.

In occasione di questo evento, Confindustria e Deloitte, unico knowledge partner del progetto, hanno realizzato la nota B7 Flash, individuando dati e priorità del mercato dell’intelligenza artificiale.

Intelligenza Artificiale: entro il 2030 previsto un mercato globale da 946 miliardi di dollari

Il mercato dell’Intelligenza Artificiale potrebbe arrivare a 373 miliardi di dollari nel 2024 e a 946 miliardi di dollari entro il 2030. In particolare, a crescere maggiormente sarebbe il valore del mercato del Machine Learning (528 miliardi di dollari), dell’AI generativa (207 miliardi di dollari) e delle applicazioni AI alla robotica (37 miliardi di dollari al 2030). Per quanto riguarda l’impatto sulle diverse regioni del pianeta, si stima che nel 2030 il mercato dell’AI raggiungerà i 202,5 miliardi di dollari in Europa (con leva sull’indotto pari all’8,8% del Pil), i 237 miliardi di dollari in Usa, i 105 miliardi di dollari in Cina e 15 miliardi di dollari in India.

 Digitalizzazione: previsti investimenti per 3,4 mila miliardi entro il 2026

Un fattore critico che incide sempre di più sul settore manifatturiero è la digitalizzazione: nel 2022 in Europa (inclusa Uk) il 69% delle aziende manifatturiere ha adottato tecnologie digitali avanzate nella produzione. Il dato sale al 98% nella media tra Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. Nel 2023 le società digitalmente più mature hanno registrato un Ebit maggiore del 6% rispetto a quelle meno mature. In questo quadro, si prevede che gli investimenti globali – pubblici e privati – per la trasformazione digitale raggiungeranno i 3,4 mila miliardi di dollari entro il 2026, con un cagr del 16,3% dal 2023.

 

 

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