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Confindustria-Luiss: le imprese estere generano il 21% del fatturato nazionale

Il Rapporto 2026 dell‘Osservatorio Imprese Estere è stato presentato a Roma nel corso dell’Annual Meeting del Gruppo Tecnico Confindustria Imprese Estere, organizzato in collaborazione con la Luiss e la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

Secondo lo studio, le imprese estere rappresentano appena lo 0,4% delle aziende attive in Italia, ma generano il 21% del fatturato nazionale, pari a 887 miliardi di euro, e il 35,8% delle esportazioni, confermando un ruolo centrale nella competitività del sistema produttivo. Le società a controllo estero sono quasi 19.000, producono un valore aggiunto diretto di 188 miliardi di euro e impiegano 1,8 milioni di lavoratori.

Il Rapporto evidenzia come il contributo delle imprese internazionali si estenda ben oltre il perimetro aziendale. Considerando gli effetti sulle filiere produttive, il valore aggiunto complessivo collegato alla loro presenza raggiunge 398 miliardi di euro, mentre l’occupazione sostenuta lungo la catena produttiva arriva a 6,2 milioni di addetti, confermando l’importanza dell’indotto generato su fornitori, Pmi e distretti industriali.

Significativo anche il contributo sul fronte dell’innovazione. Le imprese a controllo estero realizzano il 38,3% della ricerca e sviluppo privata in Italia, con investimenti pari a 6,5 miliardi di euro, favorendo la diffusione di tecnologie avanzate, competenze specialistiche e modelli organizzativi innovativi.

L’analisi territoriale mostra una forte concentrazione degli investimenti. Le prime cinque regioni assorbono il 76% del valore aggiunto prodotto dalle imprese estere, con la Lombardia che da sola rappresenta quasi il 38% del totale nazionale. Allo stesso tempo cresce la presenza occupazionale delle imprese internazionali in tutte le regioni, segnale di un progressivo radicamento sul territorio e di un potenziale ancora da sviluppare in diverse aree del Paese.

Per Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, la crescita passa non solo dall’attrazione di nuovi investimenti, ma anche dal consolidamento di quelli già presenti. Una strategia che, secondo l’associazione, può generare nuova occupazione, rafforzare le filiere industriali e aumentare la competitività del sistema produttivo italiano.

Anche il presidente della Luiss, Giorgio Fossa, ha sottolineato il valore strategico delle imprese estere, evidenziando come il loro contributo vada oltre l’apporto di capitali, favorendo innovazione, sviluppo delle filiere e apertura internazionale in una fase in cui Europa e Italia sono chiamate a rafforzare la propria competitività sui mercati globali.

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