Principale rappresentanza internazionale del sistema confindustriale e membro di Confindustria Est Europa (Cee), Confindustria Romania consente alle imprese associate di accedere a una rete strutturata di organizzazioni operative attive in 11 Paesi dell’Europa orientale.
Il Presidente, Andrea Allocco, esperienza multinazionale maturata in vari stati europei, attivo nel mondo start up ed imprenditoriale italiano e romeno, ha tracciato un’analisi di quel che offre il mercato romeno agli imprenditori italiani interessati ad investire nel Paese.
Investimenti esteri: l’Italia è tra i primi investitori in Romania, con oltre 19mila aziende attive, che tipo di aspettative ci sono per il 2026?
Le aspettative per il 2026 sono moderatamente ottimistiche: continuità nella presenza industriale e nei servizi, più attenzione al rischio regolatorio, focus su Pnrr, infrastrutture, energia e digitale. L’Italia continuerà ad essere un partner economico strategico per la Romania, anche grazie a una presenza imprenditoriale già molto solida. Nonostante un contesto economico europeo ancora incerto, il Paese rimane un mercato attrattivo per gli investitori italiani, soprattutto per la sua posizione strategica, la competitività dei costi e le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dalla transizione energetica.
La Romania è sempre più vista come un hub regionale per l’accesso ai mercati sia Ue che extra-Ue, un elemento chiave della catena produttiva e di una strategia di internazionalizzazione delle aziende italiane.
L’Italia è il secondo partner commerciale del Paese, che ruolo svolge Confindustria Romania?
In un contesto in cui l’Italia è il secondo partner commerciale della Romania, Confindustria Romania svolge un ruolo fondamentale di ponte tra il sistema imprenditoriale italiano e il contesto economico romeno. L’associazione rappresenta gli interessi di un tessuto imprenditoriale italiano molto diversificato, che spazia dalla grande industria alle Pmi, e agisce come interlocutore qualificato tra le imprese, le istituzioni romene e quelle italiane.
La nostra Associazione lavora per rafforzare l’integrazione delle imprese italiane nelle filiere locali ed europee, favorendo partenariati industriali, trasferimento di know-how e sviluppo delle competenze. Grande attenzione è riservata anche ai temi dell’innovazione e della digitalizzazione, della sostenibilità, della formazione e dell’intelligenza artificiale, in linea con le priorità europee e con le esigenze di un’economia in trasformazione.
Controllo dell’inflazione e del deficit pubblico sono le misure urgenti per far crescere economicamente il Paese. Qual è la sua visione?
Il controllo dell’inflazione e del deficit pubblico rappresenta senza dubbio priorità immediate per garantire la stabilità macroeconomica della Romania. Un’inflazione elevata incide direttamente sul potere d’acquisto, sulla competitività delle imprese e sulla capacità di pianificazione degli investimenti, mentre un deficit pubblico non sostenibile limita lo spazio di manovra per politiche di sviluppo efficaci.
La mia visione è che il rigore macroeconomico debba andare di pari passo con una strategia di crescita di medio e lungo periodo. La disciplina fiscale è necessaria, ma deve essere accompagnata da riforme strutturali che migliorino l’efficienza della spesa pubblica, rafforzino la capacità amministrativa e creino un ambiente economico prevedibile e favorevole agli investimenti.
Le riforme del Governo sono necessarie per stabilizzare i conti pubblici e stimolare una crescita sostenibile?
Le riforme promosse dal Governo romeno sono necessarie e, in questa fase, indispensabili per stabilizzare i conti pubblici e creare le basi per una crescita economica sostenibile.
Dal punto di vista del mondo imprenditoriale, il consolidamento fiscale è un obiettivo legittimo e necessario, ma deve essere perseguito attraverso politiche equilibrate.
Un altro aspetto cruciale è il dialogo costante tra le istituzioni e il settore privato. Le riforme sono più efficaci quando vengono costruite in modo trasparente, condivise con gli attori economici e accompagnate da tempi di attuazione chiari. In questo senso, il contributo delle associazioni imprenditoriali, come Confindustria Romania, può essere un valore aggiunto.
L.R.
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