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Conflitto Medio Oriente, Assolombarda: crescita 2026 prevista al ribasso per Lombardia e quadrilatero

In uno scenario che ipotizza una durata del conflitto pari a tre mesi, la crescita della Lombardia è attesa allo 0,6% nel 2026, in calo rispetto al +1,0% stimato a gennaio, ma comunque superiore alla media nazionale prevista allo 0,3%. Il rallentamento risulta più marcato nelle aree a forte vocazione industriale, maggiormente esposte agli shock internazionali, tra cui l’aumento dei costi energetici e le tensioni sulle catene globali di approvvigionamento.

Anche il cosiddetto “quadrilatero” economico di Assolombarda — che comprende territori chiave come Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia — registra una revisione delle stime: la crescita complessiva scende da +1,6% a +1,0%, pur rimanendo sopra la media regionale. Il quadro lombardo si colloca così in linea con quello dell’area euro, per cui la Banca Centrale Europea prevede un’espansione compresa tra +0,4% e +0,9%.

L’impatto del conflitto non si limita all’industria ma si estende anche ai servizi, ai consumi e soprattutto agli investimenti, la cui crescita è stata significativamente ridimensionata. In particolare, il valore aggiunto industriale lombardo vede la propria crescita dimezzata da +0,8% a +0,4%, mentre i servizi rallentano da +1,0% a +0,6%, risentendo del peggioramento della fiducia.

Secondo il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, il conflitto ha innescato “una fase di estrema incertezza” che rischia di frenare la ripresa avviata a inizio anno. Tra i fattori più critici vengono indicati l’aumento dei prezzi dell’energia e i rischi per i flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, elementi che colpiscono in modo particolare un territorio fortemente orientato all’export.

Sul fronte del mercato del lavoro, le ricadute appaiono più contenute: l’occupazione in Lombardia è prevista crescere dello 0,3% nel 2026, in lieve calo rispetto al +0,5% stimato prima del conflitto, dopo il record registrato nel 2025. Anche i consumi mostrano una tenuta relativa, con una crescita prevista all’1,0%, solo leggermente inferiore alle stime precedenti.

Nel dettaglio territoriale, Milano mantiene il ritmo di crescita più sostenuto (+1,1%), pur in calo rispetto al +1,7% previsto a inizio anno, grazie anche al contributo atteso dalle Olimpiadi invernali. Più contenute le dinamiche per Monza e Brianza (+0,6%), mentre Lodi e Pavia si attestano entrambe su una crescita dello 0,4%, con impatti differenziati a seconda della specializzazione produttiva e del grado di esposizione ai mercati mediorientali.

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