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Congiuntura-Confcom: crescita moderata mentre l’incertezza globale minaccia la ripresa

L’economia italiana mostra nei primi mesi del 2026 segnali di dinamicità, ma resta esposta a un contesto internazionale instabile che rischia di frenare consumi e fiducia. È quanto emerge dall’analisi congiunturale di Confcommercio, che evidenzia un quadro in equilibrio tra solidità dei fondamentali e nuove pressioni inflazionistiche legate alle tensioni geopolitiche.

Il quadro della congiuntura italiana resta caratterizzato da un equilibrio instabile. Da un lato, consumi e servizi sostengono la crescita; dall’altro, inflazione e tensioni geopolitiche minacciano la continuità della ripresa.

Pil e consumi in crescita, trainati dai servizi

Le stime indicano ad aprile una crescita del Pil dello 0,3% su base mensile e dell’1,3% su base annua, mentre i consumi mostrano un aumento dell’1,2% a marzo secondo l’Indicatore Consumi Confcommercio (ICC).

A sostenere l’attività economica sono soprattutto i servizi, in particolare turismo e mobilità, una domanda delle famiglie ancora resiliente, livelli di occupazione elevati e inflazione sotto controllo (almeno finora)

Nel complesso del primo trimestre, i consumi crescono dell’1,0%, confermando un avvio d’anno positivo.

Mobilità e comunicazione guidano la domanda

Tra i comparti più dinamici spiccano i beni e servizi per la mobilità: +7,7%, la comunicazione: +5,0%.

Segnali positivi anche per la cura della persona (+2,3%), casa (+1,0%), abbigliamento (+0,3%).

In difficoltà sono arredamento (-0,9%), alimentazione domestica (-0,5%) e ricreazione (-3,7%), forte rimbalzo dell’automotive (+18%), dopo mesi di debolezza, anche se il settore resta fragile.

Inflazione in risalita: torna il fattore rischio

Il vero elemento di incertezza è rappresentato dalla ripresa dell’inflazione, stimata al 2,3% su base annua ad aprile, il livello più alto da fine 2023.

L’aumento è legato principalmente:

  • alle tensioni sui prezzi energetici
  • agli effetti indiretti delle crisi internazionali

Il prolungarsi del conflitto in Medio Oriente rischia infatti di:

  • aumentare la volatilità dei mercati
  • creare problemi negli approvvigionamenti
  • trasferire pressioni sui prezzi ad altre filiere produttive
    • Fiducia fragile e rischio frenata dei consumi

Nonostante i fondamentali restino solidi, la fiducia di famiglie e imprese appare debole. Questo elemento rappresenta il vero spartiacque per i prossimi mesi.

Secondo Confcommercio, l’attuale crescita dei consumi potrebbe rallentare bruscamente nel breve periodo e incidere negativamente su occupazione e attività economica.

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