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Connext Filiere, la scommessa di Confindustria su aerospazio, difesa e sicurezza

Trasformare gli investimenti in crescita industriale, innovazione e occupazione. È questo l’obiettivo di Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza, il nuovo progetto lanciato da Confindustria per rafforzare le filiere strategiche nazionali e valorizzare il ruolo delle imprese italiane nei settori destinati a trainare lo sviluppo europeo nei prossimi anni.

L’iniziativa, presentata con la partecipazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, punta a mettere in rete competenze, tecnologie e capacità produttive attraverso una piattaforma digitale capace di favorire collaborazione, integrazione industriale e crescita dimensionale delle imprese.

Al centro della strategia c’è la volontà di trasformare l’aumento della spesa per difesa, aerospazio e sicurezza in una leva di sviluppo per il sistema produttivo nazionale. Secondo le stime illustrate durante l’evento, il raggiungimento dell’obiettivo Nato del 3,5% del Pil destinato alla difesa entro il 2035 potrebbe generare per l’Italia una crescita cumulata del Pil pari al 3%, equivalente a circa 51 miliardi, purché gli investimenti vengano indirizzati verso le filiere industriali italiane. In caso contrario, con un maggiore ricorso alle importazioni, l’impatto economico sarebbe sensibilmente inferiore.

«Quello di oggi è un dibattito sulla politica industriale», ha dichiarato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, sottolineando come la sfida non sia soltanto finanziaria ma riguardi la capacità del Paese di tradurre gli investimenti in ricerca, innovazione, competenze e competitività. Per Orsini, l’Europa deve sostenere con risorse adeguate le proprie filiere strategiche per non perdere terreno rispetto a Stati Uniti e Cina.

Anche il ministro Urso ha ribadito il ruolo centrale dello spazio nell’economia del futuro, evidenziando la forza della filiera italiana composta da grandi gruppi industriali, Pmi specializzate, startup innovative e distretti produttivi distribuiti sul territorio nazionale. Il Governo ha previsto risorse pari a 7,8 miliardi entro il 2028 per sostenere lo sviluppo dell’ecosistema spaziale italiano.

L’Italia può contare su una base industriale già consolidata. Secondo i dati presentati da Ctna e Confindustria, il settore aerospaziale genera un fatturato superiore a 21,4 miliardi, impiega 54.300 addetti e investe circa il 5% dei ricavi in ricerca e sviluppo. Oltre l’80% della filiera è costituito da piccole e medie imprese altamente specializzate.

Il progetto guarda inoltre ai comparti della cybersecurity, della cantieristica, dell’aeronautica civile e della space economy, ambiti caratterizzati da forte intensità tecnologica e da una crescente integrazione tra applicazioni civili e militari. In particolare, il mercato italiano della cybersecurity supera i 2,2 miliardi e registra tassi di crescita superiori al 12% annuo.

Per Confindustria il coinvolgimento delle Pmi rappresenta il vero elemento chiave della strategia. «Senza Pmi forti non esiste una filiera forte», ha affermato il vicepresidente per l’Aerospazio Giorgio Marsiaj, evidenziando la necessità di favorire aggregazioni, accesso al credito e partecipazione delle imprese ai grandi programmi industriali e tecnologici.

Strumento operativo dell’iniziativa sarà ConnextFiliere, la piattaforma digitale proprietaria sviluppata da Confindustria per facilitare scouting, profilazione e matching industriale tra imprese. L’obiettivo è rendere visibili competenze e specializzazioni presenti nel sistema produttivo nazionale, creando nuove opportunità lungo le catene del valore.

Dopo il lancio ufficiale, il progetto proseguirà con una serie di appuntamenti territoriali nella seconda metà del 2026 e nel corso del 2027, con l’ambizione di estendere il modello ad altre filiere strategiche e rafforzare la competitività dell’intero Sistema Paese.

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