Alla sessione ha partecipato da remoto il Ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, mentre i 27 Stati membri hanno discusso il rafforzamento della pressione su Mosca attraverso il ventesimo pacchetto di sanzioni e il sostegno alla ricostruzione e stabilizzazione del Paese. Tra i temi affrontati anche le conseguenze dell’attacco russo al sito Unesco di Leopoli, con riferimenti alle iniziative culturali e diplomatiche connesse alla Biennale di Venezia 2026.
La riunione prosegue con una sessione dedicata al Medio Oriente e un confronto con il Primo Ministro libanese Nawaf Salam. Tra le priorità figurano le prospettive di cessate il fuoco tra Israele e Libano, la crisi umanitaria in Libano e nella Striscia di Gaza e la situazione nello Stretto di Hormuz. In questo contesto, Tajani ha ribadito la disponibilità italiana a contribuire a iniziative multilaterali per la sicurezza e la libertà di navigazione nell’area, oltre al sostegno al percorso di riforme del governo libanese e all’impegno per evitare vuoti di sicurezza nel sud del Paese al termine della missione Unifil.
I ministri hanno inoltre affrontato gli sviluppi nel Caucaso meridionale, con particolare attenzione al processo di pace tra Armenia e Azerbaigian e alla situazione politica interna in Georgia, oltre al conflitto in Sudan, anche alla luce dei seguiti della Conferenza di Berlino del 15 aprile.
