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Consiglio d’Europa, a Chisinau focus su Ucraina, migrazione e sicurezza democratica

Il Sottosegretario agli Esteri, Massimo Dell’Utri, ha partecipato alla 135ª Sessione Ministeriale del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa,

Al centro dei lavori i principali dossier dell’agenda europea: sostegno all’Ucraina, sicurezza democratica, contrasto alle interferenze straniere e gestione dei flussi migratori.

La riunione ha rappresentato il principale appuntamento politico annuale dell’organizzazione, impegnata nella tutela dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto. In questo contesto, i ministri hanno discusso anche del rafforzamento degli strumenti contro le manipolazioni informative e le interferenze esterne (Fimi), tema sempre più rilevante nello scenario geopolitico europeo.

Uno dei risultati principali della ministeriale è stata l’adozione per consenso della Dichiarazione di Chisinau su migrazione e Convenzione europea dei diritti umani, promossa anche su iniziativa italiana nell’ambito del percorso politico avviato lo scorso anno dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il documento mira a conciliare la tutela dei diritti fondamentali con le esigenze di sicurezza degli Stati e la gestione dei flussi migratori.

Nel suo intervento, il Sottosegretario Massimo Dell’Utri ha sottolineato la necessità di dotarsi di strumenti più efficaci e tempestivi per affrontare la migrazione irregolare, rafforzare il controllo delle frontiere e intensificare la cooperazione con i Paesi terzi, anche nella lotta al traffico di migranti e alla criminalità organizzata. Allo stesso tempo, è stato ribadito il ruolo centrale della Convenzione europea dei diritti umani come pilastro dell’ordine giuridico europeo.

Ampio spazio è stato dedicato anche al conflitto in Ucraina. I 46 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno rinnovato il sostegno a Kiev e agli strumenti internazionali per l’accertamento delle responsabilità legate all’aggressione russa. In particolare, 36 Paesi, tra cui l’Italia, insieme all’Unione europea, hanno approvato la decisione istitutiva del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, considerato un passaggio rilevante nel percorso verso una giustizia internazionale più strutturata.

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