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Il 2026 si apre con un timido segnale positivo per i consumi: secondo l’Osservatorio permanente Confimprese–Jakala, gennaio registra un +0,6% a valore rispetto a gennaio 2025, invertendo lievemente la tendenza rispetto alla chiusura dei dodici mesi precedenti, archiviati a -1,4%, e collocandosi in linea con un’inflazione mensile del +0,4%. Il dato segnala una sostanziale fase di stallo, con una dinamica ancora fragile in un contesto geopolitico caratterizzato da forte incertezza internazionale e dal rischio di nuovi dazi, fattori che pesano sulle aspettative di famiglie e imprese.

Un contributo al risultato di inizio anno arriva dai saldi invernali, partiti con un incoraggiante +6% nel comparto abbigliamento-accessori, tra i più penalizzati nel 2025, salvo poi ridimensionarsi dopo l’effetto iniziale legato alla spinta promozionale. Più strutturale appare invece la performance della ristorazione, che mette a segno un +3,9%, offrendo un primo segnale di vitalità della domanda fuori casa.

«Partenza dell’anno 2026 in linea con le aspettative – commenta Mario Maiocchi, direttore centro studi di Confimprese – con una crescita a perimetro costante inferiore al punto percentuale. Il buon avvio della ristorazione e le significative attività olimpiche di febbraio fanno sperare in un inizio d’anno meno grigio rispetto agli ultimi mesi del 2025. Sarà però necessario attendere almeno aprile per valutare se il 2026 mostrerà un reale recupero della fiducia e, conseguentemente, dei consumi».

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