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Consumi culturali, spesa delle famiglie italiane in continua ascesa dal post-pandemia

È il valore più alto dell’intera serie post-pandemica e si avvicina ai livelli del 2019, quando la spesa media mensile era pari a 113 euro. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con Swg.

Nel paniere dei consumi culturali, le attività più diffuse restano la fruizione di programmi televisivi, film e serie, indicata dal 92 per cento degli italiani, l’ascolto della musica, all’87 per cento, e della radio, all’82 per cento. Anche la lettura mantiene un ruolo significativo: il 65 per cento degli italiani ha letto almeno un libro dall’inizio dell’anno, mentre il 43 per cento ha letto quotidiani a pagamento, in formato cartaceo o digitale.

Tra le attività che comportano una spesa diretta si confermano particolarmente diffuse il cinema, frequentato dal 51 per cento degli italiani, le visite a musei, mostre e siti archeologici, al 49 per cento, il teatro e gli spettacoli all’aperto, al 40 per cento, e i concerti dal vivo, al 35 per cento.

Cresce parallelamente l’interesse per i weekend culturali, che si affermano come una delle esperienze verso cui si orienta la domanda di tempo libero. Oltre un italiano su due si dichiara molto interessato a riceverne uno in regalo, mentre il 42 per cento si mostra molto propenso a regalarlo a una persona cara. L’interesse risulta particolarmente elevato tra le persone con un titolo di studio più alto, le donne e gli over 55.

Negli ultimi dodici mesi il 46 per cento degli italiani ha effettuato almeno un weekend culturale, soprattutto al di fuori della propria regione, scelto dal 34 per cento. La spesa media pro capite raggiunge 286,2 euro, in aumento rispetto ai circa 235 euro rilevati nel 2025.

Anche tra coloro che non hanno ancora effettuato un weekend culturale, pari al 54 per cento degli italiani, emerge una disponibilità di spesa potenziale di 215,7 euro. Un dato che segnala l’esistenza di una domanda ancora significativa e di ulteriori margini di crescita per il turismo culturale e per l’intera filiera della cultura e del tempo libero.

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