Affidabilità dei conti, legalità della spesa e trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche. Sono questi i tre fronti sui quali si concentrerà la relazione annuale della Corte dei conti europea, attesa l’8 ottobre 2026, con la pubblicazione dei risultati sul bilancio 2025.
L’appuntamento arriva in una fase particolarmente delicata per le finanze dell’Unione. Bruxelles sta infatti lavorando al prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, il bilancio di lungo periodo destinato a sostenere le nuove priorità europee. La Commissione punta a un bilancio più consistente, rapido, ambizioso, semplice e flessibile. Ma per trasformare questa ambizione in risultati concreti sarà necessario dimostrare che le risorse disponibili vengono gestite con rigore.
La relazione della Corte rappresenta, in questo senso, un passaggio decisivo. In qualità di revisore esterno indipendente dell’Ue, l’istituzione verifica se il denaro europeo venga riscosso, contabilizzato e speso correttamente e se i programmi finanziati producano effettivamente i risultati attesi.
Il nodo degli errori nella spesa
La Corte ha più volte confermato l’affidabilità dei conti dell’Unione, ma negli ultimi anni ha continuato a rilevare criticità sulla legittimità e regolarità della spesa. Il livello di errore stimato dagli auditor si è infatti mantenuto al di sopra della soglia del 2% utilizzata dalla Corte come riferimento per valutare il volume dei fondi potenzialmente spesi in modo improprio.
Secondo l’ultima relazione annuale disponibile, relativa all’esercizio 2024, il tasso di errore stimato ha raggiunto il 3,6% del bilancio dell’Ue.
Un dato che richiede attenzione, ma che non può essere automaticamente tradotto in frode. Un errore contabile o amministrativo può derivare, per esempio, dall’imputazione di costi non ammissibili, dal mancato rispetto delle norme sugli appalti, da una documentazione incompleta oppure dal mancato rispetto delle condizioni previste per ottenere un finanziamento europeo.
La distinzione è fondamentale: l’errore segnala una gestione non conforme alle regole, mentre la frode presuppone un comportamento intenzionale. Quando gli auditor della Corte individuano elementi che fanno pensare a una possibile frode, il caso viene segnalato alle autorità competenti, in particolare all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) o alla Procura europea (Eppo), cui spetta decidere sull’eventuale apertura di un’indagine.
Un bilancio più grande, ma anche più controllabile
La posta in gioco va oltre i numeri della relazione. L’Unione si prepara a finanziare un numero crescente di priorità: competitività, transizione climatica, difesa e sicurezza, ripresa economica e sostegno all’Ucraina. A fronte di esigenze sempre più ampie, aumenterà anche la pressione sui fondi europei.
Il prossimo bilancio dovrà quindi essere non soltanto più ambizioso, ma anche più efficace e rendicontabile. La capacità di spendere rapidamente non potrà prescindere dalla capacità di dimostrare dove finiscono le risorse e quali risultati producono.
È proprio qui che il lavoro della Corte assume un peso politico ed economico. Le sue verifiche forniscono al Parlamento europeo e al Consiglio elementi per chiedere conto alla Commissione della gestione del bilancio e individuare le aree nelle quali rafforzare i controlli.
La sfida: trasformare l’ambizione in impatto
La relazione sull’esercizio 2025 offrirà dunque una fotografia della qualità della gestione finanziaria europea in un momento di passaggio. I suoi risultati potranno contribuire a orientare le scelte sul futuro bilancio e, soprattutto, a indicare quali meccanismi funzionano e quali invece devono essere corretti.
Per un’Europa chiamata a fare di più, la questione non è soltanto quanto denaro spendere, ma come spenderlo e con quali risultati.
La sfida del prossimo ciclo finanziario sarà trasformare maggiori risorse e maggiore flessibilità in valore aggiunto europeo, senza indebolire trasparenza, controlli e responsabilità. La relazione della Corte dei conti europea sull’esercizio 2025 sarà uno degli strumenti chiave per misurare se questa promessa è destinata a diventare realtà.
La pubblicazione è prevista per l’8 ottobre 2026 sul sito della Corte dei conti europea.
