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Contratti di sviluppo, più ampio l’accesso all’incentivo “Net Zero e Rinnovabili e Batterie”

Dal 19 gennaio 2026 si ampliano le opportunità per le imprese che investono nelle tecnologie a zero emissioni nette. Con il decreto direttoriale del 15 gennaio 2026, il Ministero estende infatti il perimetro dei programmi di sviluppo ammissibili ai Contratti di sviluppo, consentendo un accesso più ampio all’incentivo “Net Zero e Rinnovabili e Batterie”.

La misura riguarda ora non solo gli investimenti finalizzati all’utilizzo delle tecnologie pulite, ma anche quelli destinati alla produzione delle tecnologie a zero emissioni nette, dei principali componenti specifici e delle materie prime critiche necessarie alla loro realizzazione, come individuati dal decreto ministeriale del 24 novembre 2025.

Nel dettaglio, i programmi di sviluppo potranno essere ammessi alle agevolazioni se finalizzati ad almeno una delle seguenti attività: la produzione dei prodotti finali delle tecnologie a zero emissioni nette, anche attraverso l’impiego di materie prime secondarie; la produzione dei principali componenti specifici; la produzione, nuova o da recupero, delle materie prime critiche indispensabili per la realizzazione dei prodotti e dei componenti.

Per ciascun progetto di investimento industriale incluso nel programma di sviluppo, le imprese potranno richiedere l’accesso alle agevolazioni nei limiti e alle condizioni previste dal decreto del 24 novembre 2025, nell’ambito del relativo regime di aiuti approvato ai sensi della sezione 6 del Cisaf. Le agevolazioni sono riconoscibili anche alle grandi imprese su tutto il territorio nazionale.

Il decreto introduce inoltre un significativo ampliamento dei limiti di spesa degli investimenti ammissibili che possono beneficiare dell’incentivo senza necessità di notifica preventiva alla Commissione europea, rafforzando così l’attrattività dello strumento per progetti industriali di maggiore dimensione.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 19 gennaio 2026 attraverso il portale dedicato. Su richiesta delle imprese interessate, la nuova disciplina potrà essere applicata anche alle istanze già presentate. È inoltre prevista la chiusura, dal 21 aprile 2026, degli sportelli “Net Zero e Rinnovabili e Batterie” e “Sostenibilità dei processi produttivi”.

L’intervento si inserisce nel più ampio quadro delle politiche industriali e climatiche europee, con l’obiettivo di rafforzare le filiere strategiche legate alla transizione energetica e di sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale nei settori a maggiore intensità tecnologica.

 

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