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In Italia le aziende Controvento sono il 6,5% del totale e generano il 9,4% dei ricavi, il 21,1% dell’Ebitda e il 14,2% del valore aggiunto della manifattura nazionale. Nel corso degli anni, il gruppo di imprese Controvento – ovvero le aziende del settore manifatturiero italiano, capaci di crescere sfidando la corrente e superando gli ostacoli del mercato di oggi – si è rafforzato, in maniera molto più marcata rispetto alla performance fatta segnare dal settore manifatturiero del Paese. Per altro, in un contesto di mercato particolarmente complesso e incerto si rileva un effetto traino da parte delle imprese Controvento nei confronti delle altre imprese, come si può evincere anche dalla costante crescita del numero delle aziende eccellenti. E emerso nella quinta edizione dell’Osservatorio “Controvento: le aziende che guidano il Paese”, curato da Nomisma in collaborazione con Crif e Cribis.

Dall’analisi aggregata sui bilanci 2022 (gli ultimi disponibili) emerge come il 6,5% delle aziende italiane riesca a garantire parametri di competitività tali da farle rientrare nelle imprese Controvento. Le imprese con performance altamente sopra la media si distinguono per alcuni parametri particolarmente indicativi, come la crescita dei ricavi, la marginalità e la creazione di valore aggiunto. Complessivamente queste imprese generano il 9,4% dei ricavi, il 21,1% dell’Ebitda, il 14,2% del valore aggiunto complessivo della manifattura italiana.

L’Osservatorio Controvento è nato con l’obiettivo di identificare le imprese manifatturiere nazionali capaci di performance straordinarie anche nell’attuale economia italiana dello “zero-virgola”. Nello specifico, ogni anno vengono selezionate quelle aziende della manifattura che sono riuscite a superare determinati livelli di crescita su ricavi e margini, anestetizzando così le distorsioni legate a performance occasionali. Le aziende Controvento rappresentano, quindi, le eccellenze.

La continuità dell’analisi permette di individuare alcune caratteristiche peculiari che contraddistinguono il gruppo di imprese Controvento. Negli ultimi 5 anni la quota di queste imprese oscilla tra il 6,5% e il 7,2%, con un ricambio annuo pari al 50% del totale. Si rileva quindi un fenomeno ricorrente che porta a pensare che, fatto 100 un gruppo di imprese, la massa trainante sia rappresentata da questa quota. Nel 2022 i ricavi complessivi delle aziende che navigano Controvento valgono 101,3 miliardi di euro, pari al 9,4% del totale.

Tra le imprese Controvento la classe dimensionale non sembra invece incidere sulla marginalità: negli ultimi 5 anni le performance più positive riguardano maggiormente le micro e piccole imprese, con un Ebitda in crescita rispettivamente del +295% e del +234.

Comparando la performance dinamica delle imprese Controvento rispetto alla componente non Controvento della manifattura italiana risulta evidente la diversa capacità competitiva dei due gruppi.

Considerando i ricavi prodotti tra il 2017 e il 2022, quelli delle imprese Controvento sono cresciuti del 96%, mentre il resto delle imprese è complessivamente cresciuto del 39%. Le imprese Controvento con oltre 500 dipendenti crescono in maniera più contenuta (+81% relativamente ai ricavi), mentre le grandi (con 250-499 dipendenti) mostrano performance migliori di tutti i cluster, con un eloquente +129%.

Negli ultimi anni si osserva un allargamento del target di imprese Controvento verso il Sud del Paese, sebbene il Nord-Est riconfermi una maggiore predisposizione ad ospitare imprese Controvento, con il Veneto che risulta essere l’unica regione ad essere entrata per 5 edizioni consecutive nel report sia per numero di imprese, sia per ricavi prodotti. Guardando esclusivamente al fatturato, le uniche regioni sempre presenti in Controvento sono, oltre al Veneto, l’Emilia Romagna e la Campania. Al contrario, quelle mai entrate nei 5 anni di rilevazione sono la Toscana, il Piemonte, la Liguria, il Lazio, l’Abruzzo e la Valle d’Aosta.

Dettaglio settoriale

Tra i settori vincenti, nei quali l’incidenza relativa delle variabili considerate (numero di imprese, ricavi, Ebitda e valore aggiunto) è sempre superiore alla media, si segnalano i comparti della cosmetica, della metallurgia e metallo, del legno e sughero e la carta. Prendendo in esame i soli ricavi, i settori che negli ulti 5 anni sono sempre rientrati in Controvento sono il packaging, la cosmetica, i minerali non metalliferi e il metallo. I settori mai entrati nel gruppo delle aziende con performance sopra la media vanno segnalati quelli alimentare, delle apparecchiature elettriche e della stampa.

Le imprese che formano il gruppo Controvento nell’ultima rilevazione sono costituite per il 54% dei casi da “Debuttanti”, a conferma del fatto che ogni anno si registra un ricambio importante tra le ‘new entry’, per il 37% da “Veterane”, presenti almeno in un’altra occasione in Controvento, per il 6% da “Super-Veterane” e per il 3% da imprese “Star”, caratterizzate da performance eccezionali continuativamente nel tempo e per questo da sempre state presenti in Controvento.

“La manifattura italiana ha visto una grande crescita nel suo complesso. Ciononostante, le imprese Controvento sono riuscite a produrre performance ben oltre la media. Nella lettura longitudinale dei cinque anni durante i quali Nomisma ha prodotto l’analisi, si impongono come regioni Controvento quelle del nord-est, ma negli ultimi tre anni anche le regioni meridionali stanno guadagnando terreno, proponendosi come potenziale elemento di stimolo per lo sviluppo dei territori. Complessivamente il gruppo Controvento si sta sempre più strutturando e rafforzando nel tempo. Questo aumenta il divario in termini di performance rispetto alle non-controvento, anche se lungo le filiere si è verificato un effetto traino messo in luce dalle crescenti performance delle piccole imprese Controvento” commenta Lucio Poma, Capo Economista di Nomisma.

“Premiamo le eccellenze del settore manifatturiero italiano e confermiamo il nostro impegno al fianco di tutte quelle realtà che ogni giorno affrontano le criticità suggerite dall’attuale scenario economico. Avere una efficace gestione dei processi, investire, trovare nuovi clienti sani, valutare la propria supply chain in ottica sostenibilità e compliance, accedere ad adeguate informazioni commerciali sono solo alcuni degli elementi che possono aiutare le imprese di oggi a vincere queste sfide e a diventare le aziende Controvento di domani“ conclude Marco Preti, Amministratore Delegato di Cribis e Direttore Generale di Crif.

 

 

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