Obiettivo: rafforzare la tutela degli interessi finanziari dell’Unione e la fiducia dei cittadini nella gestione delle risorse comuni.
L’analisi arriva in un momento cruciale, nel quadro del riesame avviato dalla Commissione europea nell’estate 2025, e punta a valutare come i principali organismi dell’Ue – la Procura europea (Eppo), l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), Eurojust ed Europol – collaborino per contrastare le frodi che ledono gli interessi finanziari dell’Unione.Un sistema a due livelli: indagini penali e amministrative
Le frodi contro il bilancio europeo possono assumere diverse forme: corruzione, appropriazione indebita, riciclaggio di denaro e falsificazione di documenti.
L’architettura antifrode dell’Ue si fonda su due livelli di indagine: Indagini penali, condotte dalla Procura europea (Eppo), che possono portare a sanzioni penali imposte dai giudici nazionali; Indagini amministrative, di competenza dell’Olaf, finalizzate a recuperare i fondi e a prevenire ulteriori perdite per il bilancio dell’Ue.
Entrambi gli organismi possono contare sul supporto operativo di Eurojust, per la cooperazione giudiziaria, e di Europol, per la cooperazione di polizia.
In qualità di “coscienza finanziaria dell’Ue”, la Corte dei conti europea non conduce indagini penali, ma svolge un ruolo essenziale nella prevenzione e segnalazione delle frodi.
Quando, nel corso dei propri audit, emergono sospetti di attività illecite, la Corte trasmette all’Eppo, i casi che rientrano nella sua competenza penale (Stati membri partecipanti) e all’Olaf, i casi di sospetta frode, corruzione o altre irregolarità amministrative.
Saranno poi l’Eppo e l’Olaf a valutare se avviare indagini e a collaborare con le autorità nazionali competenti.
Obiettivo: chiarezza dei mandati e cooperazione efficace
L’audit della Corte si concentrerà su quattro priorità: definizione chiara delle responsabilità di Eppo, Olaf, Eurojust ed Europol nella lotta antifrode; coordinamento operativo e scambio di informazioni tra i diversi organismi; efficienza delle indagini e delle azioni di recupero dei fondi; supervisione della Commissione europea, garante ultima della tutela degli interessi finanziari dell’Ue.
La Corte analizzerà in particolare i flussi informativi tra Eppo e Olaf, prima e durante le indagini, per verificare se la cooperazione tra le due istituzioni permetta di esercitare i rispettivi poteri in modo efficiente e senza sovrapposizioni.
