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Corte dei conti: progetti finanziati con Pnrr negli enti territoriali, risorse maggiori al sud, ritardi nella spesa e forti divari regionali

L’analisi riguarda oltre 122.000 progetti distribuiti tra 8.382 enti locali, 21 Regioni e Province autonome e 200 enti del Servizio sanitario nazionale, per un valore complessivo di circa 62,5 miliardi di euro, di cui 48,5 miliardi finanziati dal Pnrr. Il documento evidenzia che il 43,5% delle risorse è concentrato nel Mezzogiorno, in linea con gli obiettivi di riequilibrio territoriale del Piano, pur con differenze settoriali soprattutto nella sanità.

Sul piano complessivo, l’Italia ha registrato risultati rilevanti nell’attuazione del Piano a livello europeo, con 153,2 miliardi di euro trasferiti dalla Commissione europea, pari a circa il 79% della dotazione totale, e 366 milestone e target raggiunti su 575. Tuttavia, la Corte segnala una crescente distanza tra il progresso procedurale e la concreta realizzazione degli interventi nei territori.

Al 13 febbraio 2026 risultano 51.390 progetti conclusi e 70.702 ancora in corso, che assorbono circa 44,9 miliardi di euro, a fronte di soli 3,7 miliardi riferiti ai progetti ultimati. Il livello complessivo dei pagamenti risulta ancora inferiore alla metà del valore totale degli interventi, sollevando dubbi sulla capacità di completamento entro la scadenza del 30 giugno 2026.

Il referto evidenzia inoltre forti divari regionali nella capacità di attuazione. Tra le Regioni con percentuali più elevate di progetti completati figurano Valle d’Aosta (65%), Lombardia (57%), Piemonte (55%), Molise (53%) e Sardegna (52%). All’opposto, valori più bassi si registrano in Sicilia (22,4%), Puglia (29,6%), Trentino-Alto Adige/Südtirol (29,8%), Basilicata (32,8%), Lazio (33,1%), Umbria (33,7%), Calabria (33,9%), Campania (38,3%) ed Emilia-Romagna (37,6%).

Anche sul piano finanziario emergono differenze significative.

Il Centro-Nord mostra livelli medi di avanzamento più elevati, con percentuali di pagamento rispetto al costo complessivo dei progetti pari al 54,5% in Veneto, 53,3% in Friuli-Venezia Giulia e 52,9% in Trentino-Alto Adige. Nel Mezzogiorno, pur in presenza di una maggiore dotazione di risorse, i livelli risultano più bassi, con Calabria al 29%, Campania al 30,7%, Sicilia al 32,1%, Sardegna al 34,5% e Puglia al 36,9%.

Il documento segnala inoltre che, nonostante l’aumento dei trasferimenti statali agli enti territoriali — da 11,9 a oltre 15,2 miliardi — il divario tra risorse erogate e pagamenti effettivi continua ad ampliarsi. Approfondimenti specifici riguardano opere pubbliche, dissesto idrogeologico, ciclo dei rifiuti, rigenerazione urbana e sanità, settore nel quale emergono criticità su assistenza territoriale, digitalizzazione e ritardi attuativi.

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