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Corte dei conti Ue: “La lotta antifrode europea deve diventare più efficace”

La strategia antifrode della Commissione europea presenta una struttura complessivamente adeguata, ma evidenzia alcune criticità nella sua attuazione, secondo la Corte dei conti europea.

Nel periodo 2021-2027, la Commissione europea e gli Stati membri gestiscono congiuntamente un bilancio annuale fino a 200 miliardi di euro. La tutela delle risorse comunitarie assume quindi un’importanza crescente, soprattutto in un contesto segnato dall’evoluzione delle tecniche fraudolente, dalla crescente complessità delle operazioni transfrontaliere e dall’utilizzo di nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale.

Secondo la Corte, la strategia antifrode europea comprende i principali elementi necessari per proteggere le risorse dell’Ue, ma presenta debolezze nella valutazione dei rischi. Le informazioni disponibili, comprese fonti esterne e dati specialistici, non sarebbero utilizzate sempre in modo sistematico, rendendo più difficile mantenere una visione aggiornata delle minacce.

Gli auditor hanno rilevato che nel quadro antifrode della Commissione esiste una chiara definizione dei ruoli, ma hanno evidenziato la necessità di rafforzare la supervisione istituzionale, migliorando la condivisione e l’integrazione delle informazioni.

Le principali criticità riguardano i piani d’azione collegati alla strategia antifrode. Pur coprendo gli ambiti della prevenzione, dell’individuazione e del contrasto delle irregolarità, spesso non presentano un collegamento sufficientemente chiaro tra obiettivi e azioni concrete.

Secondo la Corte, a molte iniziative mancano scadenze precise, indicatori intermedi e livelli di ambizione adeguati, rendendo più difficile verificare l’effettivo raggiungimento dei risultati previsti.

Un ulteriore elemento di debolezza riguarda il monitoraggio delle attività. La Commissione utilizza indicatori di qualità non sempre omogenei, con il rischio di rendere complessa la misurazione dei progressi. La rendicontazione risulta inoltre concentrata soprattutto sulle azioni completate, più che sull’impatto prodotto dalle misure adottate.

La relazione sottolinea anche le nuove sfide legate alla trasformazione digitale. L’intelligenza artificiale può rendere le frodi più semplici da sviluppare, più economiche da replicare e più difficili da individuare, aumentando la necessità di strumenti di controllo avanzati.

La Corte dei conti europea invita quindi la Commissione a rafforzare il sistema antifrode dell’Unione attraverso una migliore analisi preventiva dei rischi, un aggiornamento più tempestivo delle strategie interne e strumenti capaci di misurare non solo le attività svolte, ma soprattutto i risultati ottenuti nella tutela delle risorse pubbliche europee.

“Non basta avere una strategia antifrode sulla carta”, ha dichiarato Ildikó Gáll-Pelcz, membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit. “Per proteggere in maniera efficace le risorse dell’Ue la Commissione europea deve adottare un approccio più ambizioso e concentrarsi maggiormente sui risultati”.

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