Secondo il Rapporto 2025 dell’Osservatorio Confcommercio Energia (Ocen), rispetto al 2019, ultimo anno considerato “normale”, la spesa media annua è aumentata del 28,8% per l’elettricità e del 70,4% per il gas, con incrementi ancora più marcati nell’ultimo trimestre: +38,9% per l’elettricità e +52,6% per il gas.
A incidere sui costi elettrici non è solo la componente energia (60% del totale), ma anche gli oneri generali di sistema, tornati a pesare quasi per il 20% della bolletta dopo la fine delle misure emergenziali. L’aumento degli oneri ha determinato un incremento della spesa media mensile tra terzo e quarto trimestre del 21-22%, con punte per alberghi e grandi superfici.
I settori più penalizzati risultano essere gli alberghi di medie dimensioni (9.117 euro di spesa media mensile), seguiti da negozi di grandi dimensioni (5.979 euro), hotel piccoli (5.263 euro), negozi alimentari (2.334 euro), ristoranti (2.083 euro), bar (1.009 euro) e negozi non alimentari (855 euro).
Dal confronto europeo emerge un’anomalia strutturale del mercato elettrico italiano: nel 2025 il prezzo medio all’ingrosso è superiore del 79,6% rispetto alla Francia, del 78,7% rispetto alla Spagna e del 27% rispetto alla Germania. Tra il 2019 e il 2025, l’elettricità in Italia è aumentata del 122%, quasi il doppio della Francia (+64%) e tre volte e mezzo la Spagna (+36%).
Per quanto riguarda il gas, l’analisi Ocen evidenzia una spesa media nel quarto trimestre 2025 superiore del 50% rispetto al 2019, nonostante una diminuzione del 16% rispetto al trimestre precedente. Esempi concreti: un negozio non alimentare con consumo di 300 m³ al mese ha speso 365 euro (42% in più rispetto al 2019), mentre un albergo medio con consumo di 3.000 m³ ha sostenuto 2.598 euro (56,9% in più rispetto al 2019).
Alla luce di questi dati, Confcommercio ha inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo misure strutturali sugli oneri di sistema, una riforma del mercato elettrico con disaccoppiamento dal prezzo del gas, prezzi calmierati per le PMI, maggiore partecipazione delle piccole imprese all’Energy Release e potenziamento degli strumenti di supporto alla domanda, come il Conto Termico, per favorire efficienza e autoproduzione.
Il rapporto evidenzia inoltre la frammentazione del mercato europeo dell’energia elettrica, con prezzi molto differenti tra Paesi a causa di sistemi di contrattazione diversi e composizione delle fonti produttive. Tra i sei Paesi europei analizzati, Francia e Spagna si confermano più virtuosi grazie all’elevata quota di nucleare e rinnovabili, mentre l’Italia registra i prezzi più alti dal 2021.
