Prestiti in aumento, raccolta solida e crediti deteriorati in ulteriore calo. Il Rapporto mensile di febbraio 2026 dell’AbiI fotografa un sistema bancario che consolida la fase espansiva del credito e rafforza la qualità degli attivi, mentre i tassi mostrano segnali di stabilizzazione.
Prestiti: +1,9% annuo, trainano famiglie e imprese
A gennaio 2026 l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie cresce dell’1,9% su base annua, undicesimo mese consecutivo di aumento. A dicembre 2025 i finanziamenti alle famiglie segnavano +2,5% e quelli alle imprese +2,0%. Per le famiglie si tratta del tredicesimo mese di crescita, per le imprese del settimo: un segnale di fiducia che si riflette sia nei mutui sia nel credito produttivo.
Raccolta: depositi in accelerazione, boom dell’indiretta
La raccolta diretta complessiva (depositi e obbligazioni) sale a gennaio del 3,4% annuo, in accelerazione rispetto al +2,2% del mese precedente. I soli depositi crescono del 3,7% (+2,3% a dicembre), mentre la raccolta obbligazionaria a medio-lungo termine aumenta dell’1,3%.
Particolarmente vivace la raccolta indiretta: tra dicembre 2024 e dicembre 2025 gli investimenti in titoli custoditi presso le banche aumentano di 106,2 miliardi, di cui 38,6 miliardi riferibili alle famiglie e 17,9 miliardi alle imprese. Un flusso che segnala la ricerca di rendimento in un contesto di tassi ancora interessanti.
Tassi: imprese in calo, mutui stabili
Sul fronte dei prestiti, a gennaio il tasso medio sul totale degli impieghi è al 3,97% (3,96% a dicembre). In discesa il costo delle nuove operazioni alle imprese, al 3,49% (3,58% il mese precedente e 5,45% a dicembre 2023). I nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni si attestano al 3,47%, in lieve rialzo rispetto al 3,38% di dicembre ma ben sotto il 4,42% di fine 2023.
Dal lato della raccolta, i nuovi depositi vincolati offrono in media il 2,13%, livello nettamente superiore allo 0,29% di giugno 2022 (prima della stretta monetaria). Il rendimento delle nuove obbligazioni bancarie a tasso fisso è al 3,17%. Il tasso medio su tutti i depositi è allo 0,61%, mentre quello sui conti correnti allo 0,27%.
Lo spread tra tassi su nuovi prestiti e nuova raccolta si attesta a 185 punti base, confermando margini ancora solidi per gli intermediari.
Crediti deteriorati: 28,3 miliardi, incidenza all’1,34%
Prosegue il miglioramento della qualità del credito. A dicembre 2025 i crediti deteriorati netti scendono a 28,3 miliardi, dai 30 miliardi di settembre e dai 31,3 miliardi di dicembre 2024. Rispetto al picco di 196,3 miliardi toccato nel 2015, la riduzione è di 168 miliardi.
L’incidenza sui crediti totali cala all’1,34% (1,43% a settembre; 1,51% a dicembre 2024), lontanissima dal 9,8% del 2015. Un dato che certifica il rafforzamento patrimoniale e la maggiore resilienza del sistema.
