Il settore terziario ha svolto un ruolo determinante nel trainare la crescita, registrando un incremento del 3,2%, a fronte di un aumento complessivo dei dirigenti privati pari al 2%.
Un contributo significativo è arrivato anche dalla componente femminile della dirigenza, in costante espansione negli ultimi anni: le donne dirigenti rappresentavano il 21,9% nel 2023, sono salite al 22,7% nel 2024 e hanno raggiunto il 23% nel 2025, confermando un trend strutturale di rafforzamento della leadership femminile nel settore privato.
Nel lungo periodo, dal 2008 a oggi, la dirigenza privata italiana è cresciuta complessivamente del 12,4%, con un aumento particolarmente marcato nel terziario, dove i dirigenti sono cresciuti del 53%. Nonostante questi segnali positivi, il tasso di managerialità resta ancora basso nel confronto europeo: in Italia si registra meno di un dirigente ogni 100 dipendenti nel settore privato, contro i 2-3 presenti in Paesi come Germania, Francia e Spagna.
Il divario si concentra soprattutto nelle piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo nazionale. In particolare, solo il 30% delle imprese familiari italiane si avvale di manager esterni, una quota nettamente inferiore rispetto a quella dei principali Paesi europei, dove la percentuale raggiunge circa l’80%. Un dato che evidenzia la necessità di rafforzare i processi di managerializzazione, soprattutto nelle Pmi, per sostenere la competitività e la crescita nel medio-lungo periodo.
Marco Ballarè, presidente Manageritalia, sottolinea che “i dati confermano una tendenza positiva, anche per le donne, ma resta un gap strutturale che rallenta la competitività del Paese, legato alla scarsa managerializzazione delle Pmi, un problema non solo organizzativo ma anche culturale”.
Ballarè aggiunge: “Per aumentare innovazione, produttività e retribuzioni serve più managerialità, puntando su settori e business ad alto valore aggiunto. Manageritalia continuerà a sostenere competenze, cultura manageriale e inclusione, leve decisive per lo sviluppo dell’Italia e per dare spazio ai giovani e alle loro competenze”.
