Il credito al consumo entra sempre più nel bilancio delle famiglie italiane per finanziare l’istruzione. Tra gennaio e agosto 2026 sono stati erogati oltre 200 milioni di euro in prestiti personali destinati a spese scolastiche e formative, secondo le stime di Facile.it.
Un fenomeno che racconta un cambiamento significativo nelle abitudini finanziarie delle famiglie: il prestito per lo studio non riguarda più soltanto master, università o percorsi di alta specializzazione, ma sempre più spesso anche le spese dei cicli scolastici inferiori, fino ad arrivare al nido.
I prestiti legati all’istruzione rappresentano ormai stabilmente oltre l’1% del totale dei finanziamenti personali richiesti. Un’incidenza ancora contenuta, ma sufficiente a evidenziare come il costo dell’educazione stia diventando una voce sempre più rilevante nella gestione dei bilanci familiari.
Rate per quasi cinque anni
Chi nel periodo analizzato ha richiesto un finanziamento per spese legate alla formazione ha puntato in media a ottenere poco più di 6.800 euro, da restituire attraverso 55 rate da circa 149 euro.
La media, tuttavia, nasconde una realtà molto più orientata verso piccoli importi. Quasi 6 richieste su 10 riguardano somme fino a 5.000 euro.
Il dato è particolarmente significativo perché suggerisce che il ricorso al credito non sia concentrato esclusivamente sulle spese più onerose dell’istruzione superiore. Il finanziamento viene utilizzato anche per affrontare costi più immediati e ricorrenti: rette scolastiche, nidi, libri, iscrizioni e altre spese legate al percorso formativo.
È il segnale di una pressione crescente sui bilanci domestici, nella quale anche un esborso relativamente contenuto può spingere una famiglia a distribuire la spesa nel tempo attraverso una rata mensile.
Chi chiede il prestito: età media sotto i 42 anni
Anche il profilo anagrafico distingue i prestiti per l’istruzione dal resto del mercato. Chi richiede un finanziamento per studio e formazione ha in media meno di 42 anni, contro un’età che sfiora i 46 anni considerando le altre tipologie di prestito personale.
Il dato può essere letto alla luce delle diverse esigenze che stanno dietro alla richiesta: da una parte genitori impegnati a sostenere il percorso scolastico dei figli, dall’altra giovani adulti che scelgono di investire direttamente sulla propria formazione.
Lo conferma anche la composizione per stato civile. Il 30% delle richieste arriva da coppie, con un’età media di 48 anni: un profilo compatibile con famiglie che affrontano nel tempo le diverse fasi dell’istruzione dei figli, dalle prime spese fino alla scuola secondaria e all’università.
Un’altra richiesta su quattro proviene invece da single. In questo caso l’età media scende a 33 anni, delineando un segmento nel quale il finanziamento può essere destinato alla formazione personale, alla specializzazione o alla costruzione di nuove opportunità professionali.
La svolta al femminile
Il dato più significativo emerge però dalla composizione per genere.
Nel complesso del mercato dei prestiti personali italiani, 7 richieste su 10 vengono presentate da uomini. Quando il finanziamento è invece legato allo studio e alla formazione, la componente femminile sale fino al 46%.
Il divario si riduce quindi drasticamente.
Secondo i dati analizzati, quando la spesa riguarda l’istruzione propria o quella dei figli, le donne mostrano una maggiore propensione rispetto alla media a ricorrere al credito per sostenere l’investimento formativo.
Un elemento che aggiunge una dimensione sociale al fenomeno finanziario: dietro le rate dei prestiti per lo studio ci sono infatti decisioni familiari legate alla qualità dell’istruzione, alle prospettive professionali e alla capacità di sostenere nel presente costi che produrranno benefici nel lungo periodo.
L’istruzione diventa una voce da finanziare
L’istruzione entra progressivamente tra le voci per le quali le famiglie valutano la possibilità di diluire il costo nel tempo.
Dai 5.000 euro o meno richiesti nella maggioranza dei casi fino ai finanziamenti più consistenti destinati alla formazione universitaria e post-universitaria, il prestito diventa così uno strumento per affrontare un investimento considerato necessario, ma non sempre sostenibile attraverso la sola liquidità disponibile.
La crescita del fenomeno pone però anche una questione più ampia: se da un lato il credito può contribuire ad alleggerire la pressione immediata sui bilanci familiari, dall’altro evidenzia il peso crescente dei costi dell’istruzione sulle risorse delle famiglie.
