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Cresce la manifattura in Piemonte ma il clima di fiducia resta sotto tono

L’ultima indagine congiunturale di Unioncamere Piemonte – realizzata con Intesa Sanpaolo e UniCredit su 1.762 imprese – evidenzia un aumento della produzione industriale del 2,5% su base annua, mentre la crescita acquisita per il 2025 si attesta allo 0,7%. Un risultato inserito in un quadro macroeconomico regionale solido: il Pil piemontese, avanza dello 0,6%, meglio di Italia e Germania.

A trainare la dinamica industriale sono soprattutto aerospazio, alimentare, chimica e plastica. L’unica filiera in calo è quella del legno-arredo (-0,7%). Tra i territori, spiccano Torino (+3,6%), Novara (+3,1%) e Cuneo (+3,0%).

Il trimestre registra un deciso miglioramento degli ordinativi: quelli totali crescono del 16,8%, con un balzo del +42,8% sui mercati esteri, che compensano la debolezza della domanda interna. Il fatturato aumenta del 3%, trainato ancora dall’export (+4,6%). Sale anche l’utilizzo degli impianti, al 62,9%.

Restano però timori sul futuro: l’indice di fiducia delle imprese si ferma a 91,8 punti, sotto la soglia dei 100 che separa ottimisti e pessimisti. I principali istituti di credito confermano l’impegno a sostenere transizione digitale, investimenti sostenibili e crescita dimensionale.

Focus dell’indagine sono le strategie di risposta ai dazi Usa: solo il 10% delle imprese esportatrici sta attivamente diversificando i mercati, mentre la reazione più diffusa è l’assorbimento dei maggiori costi tramite la riduzione dei margini (37%) o l’aumento dei prezzi negli Stati Uniti (31%). Le ristrutturazioni della supply chain e gli investimenti in efficienza produttiva restano marginali. La delocalizzazione è presa in considerazione solo dal 2% delle aziende.

Quasi la totalità delle imprese (95%) chiede un intervento delle istituzioni, dagli incentivi fiscali alla rinegoziazione dei dazi.

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