In occasione della Giornata nazionale del gatto del 17 febbraio, Confartigianato fotografa un’Italia sempre più ‘pet friendly’, con oltre 10 milioni di famiglie italiane, il 37,7% del totale, che possiedono almeno un animale domestico, per un totale stimato di 25,5 milioni di animali da compagnia.
Il gatto resta il protagonista con 1,74 milioni di famiglie conviventi (+1 punto percentuale dal 2015) e i cani raggiungono il 22,1% delle famiglie (+0,6 punti), mentre altri animali domestici rappresentano l’8,1% (+0,6 punti). Nel complesso, la quota di famiglie con animali è cresciuta di 1,5 punti percentuali in dieci anni. La passione per gli animali si traduce in un mercato in forte espansione: nel 2024 la spesa per prodotti e servizi per animali da compagnia raggiunge 6.747 milioni di euro, di cui 5.415 milioni (80,3%) destinati a prodotti come alimenti, farmaci veterinari, articoli per toelettatura e accessori, e 1.332 milioni (19,7%) per servizi veterinari, toelettatura, addestramento e ospitalità.
Negli ultimi dieci anni la spesa è aumentata del 76%, a fronte di una crescita media del 9,4% della spesa complessiva delle famiglie. A livello regionale, la maggiore spesa si registra in Lombardia 1.396 milioni (20,7%), Lazio 882 milioni (13,1%), Veneto 652 milioni (9,7%), Emilia-Romagna 629 milioni (9,3%), Piemonte 616 milioni (9,1%) e Toscana 552 milioni (8,2%), che insieme concentrano il 70,1% del totale nazionale. In termini provinciali guidano la classifica Roma 662 milioni (9,8%), Milano 481 milioni (7,1%), Torino 325 milioni (4,8%), seguite da Brescia, Bologna, Firenze, Napoli, Bergamo, Genova, Padova, Verona, Varese, Monza e Brianza, Venezia, Treviso e Vicenza.
Il dinamismo della domanda si riflette sull’offerta: sono 3.440 le imprese artigiane attive nei servizi di cura degli animali da compagnia, pari al 59% del totale del comparto, con 4.231 addetti (53,9% del settore). Su base annua queste imprese crescono del 5,2% e in dieci anni sono quasi raddoppiate (+92,3%). La crescita annua supera la media in Piemonte (+8,3%), Puglia (+7,7%), Lazio (+5,7%), con aumenti anche in Lombardia e Veneto (+4,7%), Toscana (+2,4%) ed Emilia-Romagna (+0,6%).
