Skip to content Skip to footer

Cresce l’export, i dazi Usa non hanno frenato il Made in Italy

Nel terzo trimestre del 2025 l’Italia ha raggiunto il 4° posto tra i Paesi del G20 per export di merci, superando il Giappone, con vendite pari a quasi 190 miliardi di dollari. Davanti restano solo Cina, Stati Uniti e Germania. A segnalarlo è l’Ufficio studi della Cgia su dati Ocse.

Dopo la flessione del 2024, l’export italiano è tornato a crescere: nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni mondiali sono aumentate di 16,6 miliardi di euro (+3,6%). Positivo anche il mercato statunitense, dove le vendite sono salite a 52,4 miliardi di euro (+9%), nonostante i dazi introdotti dall’Amministrazione Trump e la svalutazione del dollaro del 12% sull’euro.

I primi dati indicano che i dazi Usa non hanno frenato il made in Italy. A sostenere le vendite contribuiscono l’elevata qualità dei prodotti italiani — difficilmente sostituibili — e la capacità delle imprese di difendere le quote di mercato, anche riducendo i margini.

Tra i settori più dinamici spiccano navi e imbarcazioni (+51,6%), farmaceutica (+37,6%), metalli preziosi (+32,4%) e aeromobili (+25,5%). In calo, invece, gioielleria, raffinazione petrolifera e auto.

A livello territoriale, boom di export per Palermo, Vibo Valentia e Sud Sardegna. Verso gli Usa, crescita record per Trieste (+1.080%, trainata dalla cantieristica), seguita da Enna e Vibo Valentia. Firenze resta la provincia che esporta di più negli Stati Uniti, con 5,7 miliardi di euro, grazie soprattutto al comparto farmaceutico.

Pur essendo premature valutazioni definitive, i numeri del 2025 fotografano un quadro molto positivo per l’export italiano, capace di crescere nonostante dazi, tensioni geopolitiche e cambi sfavorevoli.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Potrebbe interessarti anche...