Si è conclusa a Roma la IV edizione della Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale, programma di formazione e scambio promosso dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, nel quadro del Piano Mattei per l’Africa.
L’iniziativa, sostenuta dal Ministero della Cultura, punta a rafforzare il ruolo dei musei italiani come strumenti di cooperazione culturale tra Mediterraneo e Africa, promuovendo reti professionali e scambio di competenze nel campo della tutela e valorizzazione del patrimonio.
La quarta edizione ha coinvolto professionisti provenienti da numerosi Paesi africani e del Mediterraneo, tra cui Algeria, Egitto, Ghana, Kenya, Marocco, Senegal e Tunisia. Direttori, curatori, archivisti e conservatori hanno partecipato a un percorso formativo basato sullo scambio di pratiche e sulla collaborazione tra istituzioni culturali.
Secondo il presidente della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali Gerardo Villanacci, l’esperienza conferma il valore strategico della formazione come strumento di diplomazia culturale. “Con la IV edizione della Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale, i musei italiani hanno rafforzato il proprio ruolo nel dialogo tra Mediterraneo e Africa”, ha dichiarato, sottolineando il ruolo della cooperazione internazionale.
Il programma si inserisce nelle linee guida del Piano Mattei per l’Africa, volto a promuovere cooperazione e sviluppo condiviso attraverso iniziative culturali e formative.
Dopo una prima fase online tra febbraio e marzo 2026, il percorso è proseguito a Roma con attività in presenza presso la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, coinvolgendo istituzioni come il Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Macro – Museo d’Arte Contemporanea di Roma e altri enti scientifici e culturali.
Successivamente, i partecipanti hanno lavorato sul campo in sei istituti museali italiani, tra cui il Museo delle Civiltà, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MarTa), il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MarRc).
Durante questa fase operativa, professionisti italiani e internazionali hanno collaborato allo studio delle collezioni, alla ricerca curatoriale e alla co-progettazione di attività di valorizzazione e mediazione culturale, con l’obiettivo di sviluppare pratiche condivise, innovazione museale e un rafforzamento della cooperazione tra Europa, Mediterraneo e Africa.
