L’Artico è uno dei nuovi epicentri della competizione geopolitica globale. Scioglimento dei ghiacci, nuove rotte commerciali, sicurezza energetica, militarizzazione e cambiamenti climatici stanno trasformando il Grande Nord in un’area strategica per gli equilibri mondiali. E anche l’Italia, pur essendo una potenza mediterranea, ha deciso di rafforzare la propria presenza nella regione.
Con il documento “La politica artica italiana. L’Italia e l’Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione”, presentato nel gennaio 2026, il governo ha definito una strategia che punta su diplomazia scientifica, innovazione tecnologica e cooperazione internazionale. Il principio di fondo è che ciò che accade nell’Artico produce effetti diretti anche sul Mediterraneo, dal clima alla sicurezza energetica fino alla stabilità economica europea.
La guerra in Ucraina e il rafforzamento dell’asse Russia-Cina hanno accelerato la trasformazione geopolitica della regione.
L’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato ha ulteriormente modificato gli equilibri del Nord Europa, mentre cresce la competizione per il controllo delle rotte marittime e delle infrastrutture strategiche. In questo scenario l’Italia non punta a una presenza militare autonoma, ma intende contribuire alla sicurezza collettiva attraverso Nato e Unione europea, con particolare attenzione alla protezione delle infrastrutture sottomarine e alla libertà di navigazione.
Il cuore della presenza italiana resta però la ricerca scientifica. L’Italia è osservatore del Consiglio Artico dal 2013 e ha consolidato negli anni una forte credibilità internazionale grazie alle attività coordinate dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. Centrale è la stazione “Dirigibile Italia” nelle Svalbard, dove vengono studiati gli effetti del cambiamento climatico e le connessioni tra Artico e Mediterraneo.
Accanto alla scienza cresce anche il peso dell’industria italiana. Fincantieri, attraverso Vard, è tra i leader mondiali nella costruzione di navi ice-class, mentre Eni ed Enel Green Power lavorano su progetti legati alla transizione energetica, dall’idrogeno verde alla geotermia. Nel settore underwater, aziende come Saipem sviluppano tecnologie per il monitoraggio dei fondali e la sicurezza dei cavi sottomarini, sempre più strategici per le comunicazioni globali.
Anche lo spazio gioca un ruolo decisivo. Grazie alla costellazione Cosmo-SkyMed e alle competenze di e-Geos, l’Italia fornisce dati radar fondamentali per il monitoraggio dei ghiacci, della navigazione e dell’inquinamento ambientale.
