Skip to content Skip to footer

Derivati Otc, come cambiano le esposizioni dei grandi gruppi bancari

La Banca d’Italia ha diffuso i risultati della rilevazione semestrale sui derivati over-the-counter (Otc) riferita a fine giugno 2025, che fotografa le posizioni detenute dai principali gruppi bancari italiani. L’indagine rientra nel monitoraggio internazionale promosso dal Committee on the Global Financial System (Cgfs) e coordinato, a livello globale, dalla Banca dei regolamenti internazionali (Bri).

L’obiettivo della rilevazione è quello di fornire alle autorità e ai mercati un quadro aggiornato dell’operatività sui derivati non negoziati su mercati regolamentati, un comparto che continua a svolgere un ruolo centrale nella gestione dei rischi finanziari ma che, per sua natura, richiede un attento presidio in termini di trasparenza e stabilità.

I dati raccolti riguardano sia il valore nozionale sia il valore lordo di mercato, distinto tra posizioni con valore positivo e negativo. Le informazioni coprono quattro grandi categorie di strumenti: derivati su tassi di cambio, tassi di interesse, azioni, indici azionari e merci (equity-linked e commodities) e credit default swaps (Cds).

Per ciascuna tipologia di derivato, la rilevazione fornisce inoltre un dettaglio articolato per vita residua — fino a un anno, tra uno e cinque anni e oltre cinque anni — nonché per controparte e valuta. Questa scomposizione consente di valutare non solo l’ammontare complessivo delle esposizioni, ma anche la loro distribuzione temporale e il grado di concentrazione dei rischi.

L’indagine, che coinvolge un campione rappresentativo delle banche e degli intermediari più attivi a livello internazionale, costituisce uno strumento chiave per il monitoraggio dei mercati finanziari globali. In un contesto caratterizzato da incertezza macroeconomica, volatilità dei tassi e tensioni geopolitiche, la disponibilità di informazioni puntuali sui derivati Otc contribuisce a rafforzare la capacità di prevenzione dei rischi sistemici.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Potrebbe interessarti anche...