Nel 2025, il 63,8% dei giovani tra 16 e 24 anni nell’Unione Europea ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa, quasi il doppio rispetto alla popolazione generale nella stessa fascia di età 16-74 anni (32,7%).
I giovani introducono l’IA in diversi ambiti della vita quotidiana. L’uso privato è risultato più diffuso tra i 16-24enni (44,2%) rispetto alla popolazione generale (25,1%), mentre per l’istruzione formale la quota raggiunge il 39,3%, contro il 9,4% del totale della popolazione. L’uso professionale risulta simile nelle due fasce, rispettivamente 15,8% e 15,1%, in parte perché molti giovani non sono ancora entrati nel mercato del lavoro.
Tra i paesi Ue, le percentuali più alte di giovani utenti di IA generativa sono registrate in Grecia (83,5%), Estonia (82,8%) e Repubblica Ceca (78,5%). Le quote più basse si rilevano in Romania (44,1%), Italia (47,2%) e Polonia (49,3%), evidenziando un divario significativo nell’adozione dell’IA tra i diversi Stati membri.
Il dato conferma come la generazione più giovane sia protagonista nell’adozione delle tecnologie emergenti, aprendo nuove opportunità per istruzione, formazione e innovazione digitale.
