Nel 2025 il 53% delle imprese dell’Unione europea utilizza servizi cloud a pagamento, un dato che segnala un cambio strutturale nei modelli di investimento digitale del sistema produttivo europeo. Il confronto storico evidenzia la portata del salto: nel 2014 la quota si fermava al 17,8%, a conferma di una progressiva riallocazione della spesa IT verso soluzioni esterne e scalabili.
La diffusione del cloud rappresenta un fattore chiave per la competitività, la resilienza operativa e la riduzione dei costi fissi, soprattutto in un contesto di incertezza macroeconomica e di pressione sugli investimenti. Tuttavia, il quadro europeo resta fortemente frammentato.
Le percentuali più elevate si registrano nei Paesi con ecosistemi digitali più maturi, come Finlandia (79,2%), Italia (75,6%) e Malta (74,9%), mentre in Romania (24,9%), Grecia (24,3%) e Bulgaria (17,8%) meno di un quarto delle imprese ha adottato soluzioni cloud a pagamento. Un divario che riflette differenze strutturali in termini di capitale umano, infrastrutture digitali e accesso ai finanziamenti.
Nel triennio 2023-2025 l’adozione è cresciuta nella maggior parte degli Stati membri, con incrementi particolarmente marcati in Lituania (+19,7 punti percentuali), Italia (+14,2 pp) e Francia (+13,7 pp), segnalando un’accelerazione favorita anche da incentivi pubblici e programmi legati alla strategia digitale Ue.
Spesa e priorità strategiche
Nel 2025 i servizi cloud più utilizzati dalle imprese europee restano quelli a più immediato impatto operativo: posta elettronica (85,2%), software per ufficio (71,7%), archiviazione dei file (71,5%) e software di sicurezza (65,5%). Seguono le applicazioni per finanza e contabilità (58,2%) e l’hosting di database aziendali (45,5%).
Più contenuto, ma strategicamente rilevante, l’utilizzo di servizi avanzati come Erp, Crm, potenza di calcolo e piattaforme di sviluppo applicativo, che indicano un passaggio graduale dal cloud come strumento di supporto al cloud come infrastruttura centrale dei processi aziendali.
Nel complesso, il trend rafforza il ruolo del cloud computing come leva di modernizzazione industriale e come pilastro delle politiche europee su sovranità digitale, cybersecurity e integrazione del mercato unico digitale. La sfida per i prossimi anni resta ridurre il divario tra Paesi e favorire l’adozione anche tra Pmi e settori tradizionali, trasformando la spesa digitale in un motore stabile di crescita e produttività.
