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“Diplomazia della Crescita: Destinazione Romania”, il ruolo del Sistema Italia. Ne parliamo con l’Ambasciatrice Aghilarre

Il 2026 è l’Anno Culturale Romania-Italia e si celebrerà con un programma strategico bilaterale, svolto sotto l’Alto Patrocinio dei Presidenti dei due Paesi, mirato a promuovere la cultura romena in Italia (dicembre 2025- luglio 2026) e quella italiana in Romania (luglio- dicembre 2026).

Questa iniziativa segue il terzo Vertice intergovernativo Italia-Romania, svoltosi nel 2024, a cui hanno preso parte il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Primo Ministro romeno, Marcel Ciolacu. Durante l’incontro sono stati siglati una Dichiarazione congiunta sullo sviluppo del partenariato strategico consolidato italo-romeno e altri sette documenti che interessano settori strategici quali la difesa, la cooperazione di polizia, la giustizia, le start-up, la cooperazione nel settore dell’energia nucleare, la cybersicurezza, il turismo, la protezione civile e la formazione dei funzionari pubblici.

Le relazioni bilaterali sono al centro del nostro dialogo con Laura Aghilarre, Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, dall’ ottobre 2025 Ambasciatrice d’Italia in Romania.

Innovazione, tecnologie emergenti e cooperazione per affrontare sfide europee come sicurezza energetica e resilienza. Che ruolo può avere l’Italia?

L’Italia contribuisce alle strategie europee mettendo a disposizione le proprie competenze industriali in ogni settore. Nel rapporto con la Romania questo approccio si riflette in una cooperazione di ampio respiro fondata su una presenza imprenditoriale italiana radicata in settori chiave per la crescita del Paese.

Il Vertice intergovernativo e il business forum svoltisi a Roma nel febbraio 2024 con la firma della Dichiarazione sullo Sviluppo del Partenariato Strategico Consolidato italo-romeno hanno offerto una chiara cornice per accompagnare l’evolversi della nostra relazione bilaterale anche in campo economico: dai pilastri consolidati di manifattura, infrastrutture ed energia alla difesa e cybersicurezza. Settori che contribuiscono direttamente a rendere l’Unione europea più forte e resiliente sullo scenario globale.

La Romania dispone di significative risorse energetiche e minerarie, possono essere settori di investimento per le imprese italiane?

La Romania combina un mix diversificato di fonti tradizionali (gas naturale, nucleare e carbone) e rinnovabili (idroelettrico, eolico, fotovoltaico e biomassa). Importanti sono stati i fondi europei e gli investimenti in infrastrutture come per il rinnovamento della Centrale nucleare di Cernavodă e lo sviluppo del giacimento gasiero Neptun Deep nel Mar Nero. Una volta operativo, il giacimento potrebbe raddoppiare la produzione di gas naturale trasformando la Romania in uno dei principali produttori europei a beneficio di tutta l’Unione. Sul fronte minerario, il Paese partecipa a iniziative europee per l’estrazione e trasformazione di materie critiche come grafite, rame e magnesio. Le opportunità esistono e le nostre aziende sono ben posizionate per esperienza e competenze. Allo stesso tempo, anche per energia e minerario è importante tener presente che il mercato romeno è competitivo con la presenza di imprese locali ed extra-europee sempre più qualificate.

Che tipo di politica adotta il governo romeno per l’attrazione per investimenti, specialmente europei?

Il sistema fiscale offre una tassazione competitiva con una flat tax del 16% sul reddito delle società e regimi semplificati per le micro-imprese. A questo si aggiungono incentivi mirati per la ricerca e sviluppo che consentono la deducibilità delle spese sostenute per attività innovative. Sono strumenti concepiti per attrarre investitori in grado di trasferire tecnologie e competenze a beneficio del dell’industria locale.  Nel corso del 2025 l’azione di governo si è concentrata sul risanamento delle finanze pubbliche, ma già per il 2026 è stata annunciata l’intenzione di promuovere un pacchetto di rilancio articolato in misure fiscali e di sostegno. Anche nel settore della difesa vi è un forte interesse a iniziative per la creazione di stabilimenti produttivi nel Paese.

Attraverso quali strumenti il Sistema Italia in Romania supporta le imprese italiane che vogliono investire nel Paese?

Accompagnare l’internazionalizzazione delle nostre aziende e rafforzare l’attrazione in Italia di nuovi investimenti è un elemento centrale della politica estera italiana.

Come indicato dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, l’obiettivo è raggiungere 700 miliardi di euro di export entro il 2027 con una strategia di “diplomazia della crescita” che coinvolga in maniera sinergica tutti gli attori del Sistema Italia. Oltre all’Ambasciata, in Romania sono presenti Ufficio di Ice, Camera di Commercio Italiana per la Romania e Confindustria Romania. Dai contatti istituzionali al più alto livello all’orientamento di chi guarda per la prima volta al Paese, la nostra missione è che nessuna azienda, grande o piccola che sia, si senta sola nell’affrontare le opportunità di questo mercato. Anche in tale prospettiva, lo scorso settembre l’Ambasciata ha presentato la nuova Guida agli affari “Diplomazia della Crescita: Destinazione Romania”. Il testo raccoglie un’analisi puntuale dei rapporti economici e commerciali bilaterali e un approfondimento su settori dal forte potenziale.

C.V.

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